Premio Itaca. Una serata emozionante.

Il sindaco del capoluogo di regione: “Ulixes è un grande elemento di stimolo”

 

E’ stato uno straordinario momento di riflessione ed aggregazione quello vissuto nella Sala del Consiglio Comunale di Catanzaro durante la cerimonia della quarta edizione dei Premi Itaca organizzati dall’associazione universitaria calabrese Ulixes. Il ricordo dei momenti straordinari vissuti, in un susseguirsi di emozioni reali ed autentiche, fanno dei Premi Itaca un evento letteralmente imperdibile come per altro ricordato nel suo breve saluto dal sindaco del capoluogo di regione, on. Rosario Olivo, che ha definito i ragazzi di Ulixes per la Calabria << lievito in una pasta talvolta amorfa. Un elemento di stimolo con una presenza costante nella nostra città>>.

 La cerimonia  è stata moderata da Mariarosaria Zinzi ed introdotta dal presidente dell’associazione Vincenzo Capellupo che ha ricordato il valore attribuito da Ulixes ai premi Itaca. <<I premi>> - ha dichiarato Vincenzo Capellupo - <<sono ormai riconosciuti come un momento di dialogo e confronto della società civile calabrese che così tende a valorizzare le proprie differenze mettendo in rete le diverse esperienze di impegno in Calabria. Un premio di alto valore culturale e sociale, dato dalla Calabria degli onesti alla Calabria degli onesti>>. Prima dell’inizio della premiazione vera e propria è stato tracciato dal vice presidente dell’associazione Salvatore Scalzo un quadro sull’anno trascorso dalla Calabria. <<Un anno difficile>> - ha affermato Scalzo-  <<legalità, trasparenza e meritocrazia devono essere, sempre con maggiore convinzione, gli obbiettivi primari per poter sperare in un futuro migliore in cui la normalità non sia più l’eccezione. Per questo occorre vigilare sui nostri amministratori dalle cui azioni dipendono in gran parte le sorti della nostra terra>>.

La premiazione, come ormai da quattro anni, è stata affidata ai ragazzi del direttivo dell’associazione universitaria:  Silvia Crispino, Erminia Chiodo, Letizia La cava, Alberto Mazza, Salvatore Lucia, Valentina Masciari, Mariachiara Chiodo, Giuseppe Palmieri, Francesco Gaglianese, Massimiliano Nespola, Martino Ranieri e Alessandro Russo.

Tutti di grande spessore  i premiati che hanno raccontato le diverse forme del proprio impegno in Calabria.

 Il "Premio Itaca" cultura  è andato all’editore Carmine Donzelli, per il suo prezioso apporto nella valorizzazione della cultura italiana divulgandone le più importanti espressioni, con un occhio sempre rivolto alla tradizione, alla memoria e ad una attenta lettura del meridione. Il suo è stato un appello ad una Calabria che <<deve e vuole rivendicare la normalità delle pratiche civili>> sottraendo dalla specialità qualsiasi comportamento virtuoso come, invece, sembra essere nella condizione emergenziale ed eccezionale nella quale si vive in questa regione. Il “Premio Itaca” legalità è stato consegnato al giudice Nicola Gratteri, per la sua infaticabile e mai doma lotta contro la ‘ndrangheta, operata con i mezzi della legge e con la parola, quella parola che apre gli occhi sulle reali implicazioni del malaffare e che può salvare generazioni affascinate dall’illusione di facili guadagni promessi dal crimine. La sua è stata una vera è propria lezione di vita rivolta ai tanti giovani presenti nell’Aula Consiliare, invitando a riflettere non solo sugli svantaggi etici ma anche economici e sociali dello scegliere la ‘ndrangheta. Una organizzazione che segna la fine del giovane affiliato e della sua famiglia, dove ad arricchirsi sono solo e sempre i pochi capi già ricchi. Meglio la strada della legalità e della giustizia

Il “Premio Itaca” economia è stato assegnato consorzio sociale GOEL  e ritirato da Vincenzo Linarello  per Cangiari, il primo brand di alta moda nato dalla mission di responsabilità sociale e presentato lo scorso settembre a Milano, durante la Settimana della Moda Donna, con lo slogan “beauty is different”. Un messaggio chiaro di una economia pulita che cresce e porta con se il riscatto e la valorizzazione, di intere popolazioni e di territori.

 Il “Premio Itaca” società civile  è andato alla Fondazione Roberta Lanzino, che ha trasformato il dolore di una grande perdita nella forza per reagire e per aiutare a reagire chi ha vissuto e vive l’orrore della violenza. Un premio che ha toccato i cuori dei presenti, tutti commossi dalla straordinaria passione del padre di Roberta, Franco Lanzino. Il suo messaggio è stato chiaro contro la violenza sulle donne ed i minori <<non fate finta di niente. Informate le autorità competenti perché un giorno vi domanderete cosa ho fatto io per aiutare quella persona in difficoltà?>>.

 Un secondo “Premio Itaca” società civile va all’Associazione Città Futura "Giuseppe Puglisi"  e al sindaco di Riace, Domenico Lucano per aver trasformato Riace nella città dell’accoglienza, in un momento in cui l’Italia sembra andare da tutta altra parte la Calabria vuole essere solidale e civile. Il “Premio Itaca” giornalismo a Riccardo Bocca dell’Espresso per i suoi reportage sulla Calabria ed in particolare sulle “navi dei veleni”. “Navi dei veleni” che hanno portato alla ribalta delle cronache il Comitato Civico Natale De Grazia, per il quale l’associazione ha fatto una menzione speciale per l’impegno profuso contro lo scarico clandestino di rifiuti tossici  a largo della Calabria.

Il “Premio Itaca” giovani è andato ai Nonni di Acquaformosa ed al sindaco del centro arbëresh, Giovanni Manoccio, per aver evitato la chiusura della scuola del paese, grande presidio di civiltà e democrazia, sedendosi ai banchi come alunni insieme ai propri nipoti. In proposito, Salvatore Bulotta, segretario di Ulixes ha ricordato quanto la scuola rappresenti un grande elemento di democrazia. << La scuola è una priorità senza la quale non può partire quel processo di normalizzazione della società. E' nella scuola che si incontrano le culture, che si formano le coscienze critiche. Nei piccoli paesi dell'entroterra calabrese, grande ricchezza della nostra regione, la scuola è più che altrove un presidio di legalità, la prima tappa di una rivoluzione civile. Chiuderle, come il decreto Gelmini ha sancito, vuol dire condannare una società all'imbarbarimento>>.

 Un prezioso momento nel quale i protagonisti assoluti sono stati i nonni con le loro gag divertentissime, fatte di musica e poesie a tema. I nonni di Acquaformosa hanno ricordato a tutti che l'istruzione è anche una gioia. Vederli sfidare nelle poesie sui banchi della giunta comunale, ascoltare i racconti soddisfatti delle lezioni seguite coi loro nipoti e pronipoti, vederli fieri di aver imparato a firmare e a leggere a più di ottant'anni, ha fatto capire una volta di più, che nella comunità calabrese è già presente la molla per una rivoluzione culturale, da più parti e da più tempo enunciata, basta farla scattare.

Le conclusioni sono state affidate al vice presidente dell’associazione Cristian Veraldi. << Abbiamo vissuto>> - ha dichiarato Veraldi - <<Una giornata davvero speciale dove è emersa la vera calabresità, con interventi mirati e sentiti, spunto per uno straordinario momento di riflessione attraverso l’esperienza e le parole di personaggi ricchi di passione, segno che la nostra regione può ancora sperare nella ricerca di una vera normalità democratica. Un complimento devo farlo ai tanti ragazzi di Ulixes, al loro lavoro che questa sera ha dato dei bellissimi frutti ed al loro continuo impegno per la Calabria>>.

La serata si è conclusa con un concerto di musica-etnico popolare offerto alla cittadinanza dall’associazione universitaria calabrese Ulixes e dall’Assessorato alla cultura del comune di Catanzaro presso il nuovo Caffè Letterario di Catanzaro con i Sabatum Quartet.

Riflessioni, ragionamenti e emozioni per un Calabria che vuole guardare con speranza al proprio futuro.