Amantea - Alla corte di sua Maestà la Timpa Longa (vallata Colongi)  a mirar bellezze e origano a cercar 

   

Un amico mi dice: "domani vuoi venire a raccogliere origano?"; non ci penso neanche un istante e accetto. Andiamo.  E' una domenica d'inizio luglio; una cappa grigio plumbeo, afa a ovest e nebbia a est, non tira un filo d'aria: le peggiori condizioni per fotografare.
Ignaro di tali contesti indosso pantaloni corti e scarpine pensando che la raccolta si dovesse fare lungo i margini di strade e sentieri. Ci ritroviamo in quattro.
I tre amici vestono con pantaloni lunghi, scarponi o stivaletti, penso :"mala tempora currunt"; ma mala tempora non corsero. Partiamo, saliamo un pò di collina con l'auto e ci fermiamo. Da qui dobbiamo cercare l'origano sul pendio fino ad arrivare sulla vetta della Timpa Longa. Il resto non va descritto lo affido alle foto.
Mi rammarico delle peggiori condizioni possibili che rendono le foto panoramiche poco indicative..questo si.
Antonio Cima domenica 4 luglio 2010

una piantina esemplare del raccolto da fare...

..da fondo valle risalendo fino alla cima della Timpa Longa (direzione nord/est)

individualmente si inizia la raccolta

chi a fondo valle

chi avviando la scalata

e la valle si apre alla vista

ci si distribuisce sulla trempa
per meglio coprire gli spazi
tra l'erba affiorano spine utili per le corone delle Varette (.. a suo tempo)
e il mazzolin divien quasi cespuglio
e su verso la vetta
e come figlio il braccio avvolge essenza
a metà strada il fondo della valle
e su la vetta della Timpa Longa
e intanto continua la raccolta
e il mazzolin sempre più grande
improvvisamente una rara  grande farfalla
che a mirar la vista d'occhi consola
tra i cespugli un grillo
e una carcassa d'auto chissà come qui finita
l'acquazzina del mattino uggioso sulle foglie
la vetta è ormai prossima
arrivati in alto così appare Amantea..peccato l'afa
scendiamo verso ovest percorrendo il crinale
ultimo scorcio di Amantea prima di lasciare la vetta che vediamo alle nostre spalle
e riprendiamo la via du penninu
scendendo troviamo una puntara che segnala un limite di proprietà
la vetta si allontana
si raccolgono alcuni vutimi
per meglio legare il mazzolin...
 ...ormai "albero"

per tutto il percorso l'onnipresenza di...
a sinistra Vutimi a destra Pilieri - recita una massima contadina: "tra vutimi e pilieri unu e malu e l'atru e pieju"  la traduzione è ovvia; questo ditteriu viene citato quando ci si trova davanti a due opzioni insoddisfacenti. Senza metterla in politica potremmo dire che attualmente (luglio 2010) in Italia ben si confà a maggioranza e opposizione.
Da persona di mare provo a interpretare l'origine dell'espressione contadina. In realtà entrambi hanno (ebbero?) una utilità: i vutimi per legare e i pilieri con alimento per alcuni animali (vacche?). Il problema è che ve n'è una tale quantità che invade il territorio da farli considerare unu malu e n'atru pieju.
Attendo lumi da sapienti del volgo.

e intanto in alto si staglia tutto il crinale della vetta
e in basso il fondo valle
e il mazzolin si allarga
e all'improvviso tra i fiori un'altra farfalla (libellula?)
ormai lontanissimo il crinale
che da est ad ovest tutto abbiamo percorso
siamo a valle e possiamo ammirare un vecchio casinu disabitato
con i ruderi di una vecchia chiesetta avvolta da arbusti
e ruderi di case abbandonate
e dunque al fin essenza mai così tanta
si ricompone il gruppo
una breve meritata sosta
riprendiamo la via del ritorno
ammiriamo una vecchia Carcara nella quale si faceva la calce
breve sosta a casa di un'anziana signora per affascinarci con i simboli della cultura contadina
. la cibbia dell'acqua
una forma per calzolaio fissata nel suolo e un ceppo come seggiola
per il mestiere esercitato in passato per gli abitanti della zona
una reminiscenza del passato: in un locale cantina, come si usava tanti decenni fà, un finestra strutturata senza vetri chiusa solo dallo sportellino
sul davanzale un'albero di fichi shcavi (*) (fichi neri) ora primijuri
un brindisi per salutare la signora..
e il naufragar m'è dolce in questo mare (Leopardi)
foto riservata a tutti coloro che comprando un mazzolino di origano ritengano caro pagarlo 2,50 euro.

(*) non essendovi etimo certo si deve supporre che shcavi stia per schiavi, ovvero neri, che è il colore che da sempre ha simboleggiato la maggiore ingiustizia ed umiliazione per gli esseri umani: la schiavitù.