AMANTEA - ANDIAMO A CONOSCERE GLI SCOGLI DI ISCA - domenica 11-07-2010
Prima di iniziare a descrivere l'escursione mi rendo disponibile per chi volesse vivere tale esperienza: troveremo il tempo e il modo per farlo.
leggi in fondo alla pagina la nota descrittiva dell'Oasi Blu Isca WWF

   

Seguendo la vocazione del sito, di voler mostrare il bello di Amantea, continuiamo con spaccati di grande valenza ambientale poco conosciuti alla maggior parte degli Amanteani. Oggi andiamo ad ammirare le bellezze incomparabili degli scogli di Isca. Tanti vedranno questi aspetti per la prima volta; anche coloro che occasionalmente sono andati agli scogli e si sono limitati al solito giro intorno allo scoglio grande.
L'escursione è stata fatta in tre, ma risulta ancora più gradevole se si va in 6-7 persone.
La personale minuziosa conoscenza degli scogli proviene da tanti anni giovanili li passati (vedi foto a fondo pagina) a trovar patelle, ricci e granchi, a fare lunghissimi bagni e tuffi, a scorazzare con amici e amiche, ad inseguire le opportunità estive .
L'Oasi blu di Isca è tra le tante risorse del nostro territorio che dovrebbero costituire un determinante volano per lo sviluppo del turismo e dell'economia, ma che per vari motivi restano solo elementi occasionali di citazione.
Per il futuro auguriamoci una crescita di qualità complessiva dell'imprenditoria turistica e commerciale in sintonia con amministratori che, oltre alle auspicabili competenze di settore, abbiano amore per il territorio e possibilmente anche conoscenza del luogo dove vivono e che devono amministrare.
Antonio Cima

sono le 7.30 la spiaggia è completamente deserta e Isca s'intravvede appena
prepariamo la barca..
..e partiamo
gli scogli di Isca appaiono lontani
incrociamo una canoa con due vogatori
osserviamo il sole salire alle spalle della rocca di Amantea

dalle colline tra Camoli e Belmonte un paesaggio da film di mitologia greca
il fumo di piccoli incendi controllati viene schiacciato sulla superficie del mare dal freddo grecale che soffia da dai monti verso il mare
E' uno spettacolo che abbiamo osservato infinite volte e sappiamo che a breve il fumo sarà spazzato via dal maestrale che arriverà da nord-ovest

arriviamo a Isca sfilando dallo scoglio piccolo (lischitella)...

...con la costante presenza di gabbiani

ed ecco lo scoglio grande di Isca (Lischa) questa è il lato est che tutti vedono da terra..ma facciamo un giro

lato nord

lato ovest  (dal mare verso la terra)
lato sud
sul litorale il fumo comincia ad alzarsi
fermiamo il motore in prossimità della boa di delimitazione terranea
predisponiamo i remi con lo struoppo; trattasi di una cima di circa 50 cm che avvolge il remo con un particolare nodo che consente il fissaggio allo scalmo
ci avviciniamo allo scoglio grande vogando;
quando si rema verso poppa spingendo nella fase di allungando delle braccia si dice siari; quando si rema verso prua spingendo nella fase di ritrazione delle braccia si dice vucari (vogare)
passiamo davanti alla grotta ora verde cupo che varierà la tonalità con l'alzarsi del sole 

comincio a scalare lo scoglio e il panorama si apre

raggiungo u curuniellu (la vetta) e guardo verso Belmonte

mi giro e guardo verso sud la costa fino alla punta di Coreca

lo strapiombo lato nord-est
il pendio graduale verso sud; la parte delimitata dall'arco con presenza di schiuma è la bagnarola; la profondità va da 1 a 1,5 metri; il fondo è ricoperto da soffici piante ed ai bordi spesso sono presenti dei ricci e sempre tante patelle
lato sud in tutta la sua ampiezza; alla fine del margine si trova la parete nord di una gola che separa dallo scoglio piccolo
sulla sommità penne di gabbiano che generalmente sono poco presenti sullo scoglio grande; per le soste privilegiano lo scoglio piccolo più sicuro perchè sono presenti molti anfratti e sono meno accessibile 
strapiombo da sud est
mi raggiunge sullo scoglio..
...un'altro del gruppo
uno sguardo verso sud-est
piattaforma sommersa che si trova all'angolo nord-ovest; su questa base, da ragazzi, a due metri di profondità raccoglievamo le ostriche; immagino che ancora oggi ve ne siano. è il punto in cui v'è la maggior presenza di pesci: deduco che ciò dipenda dal fatto che è il primo punto che s'impatta con in movimenti marini che in gran parte provengono da nord-ovest
tra la sommità e la parete interna lato sud, per alcuni metri c'è una sorta di sentiero levigato di circa due metri; ricordo che veniva usato come area di sosta nelle "scorribande" d'inizio estate quando la pelle sotto i piedi non aveva ancora sviluppato l'ispessimento protettivo
siamo a livello d'acqua
a due metri ovest della bagnarola esiste u puzzu (pozzo) un buco di forma circolare, diametro 50 cm profondo un metro. Vi si possono ammirare varie specie: minuscoli granchi, piccoli pesci di 2-3 cm tipo bavose che spesso saltano fuori e si muovono sullo scoglio strisciando come i serpenti
u puzzu visto dall'alto
un piccolo granchio nei pressi del pozzo
intanto i vogatori sono arrivati fin qui
rifacciamo un giro per osservare la mutazione delle tonalità
il verde della grotta si stempera
in lontananza Amantea
e più vicina Belmonte; come avviene da sempre il fumo è scomparso dal litorale e si vede il pennacchio che si alza spinto dal lieve maestrale
decidiamo di attraccare; avendo notato la presenza di rema i faru (corrente marina che spinge da sud verso nord) predisponiamo una lunga cima per evitare il contatto della barca con la parete dello scoglio
sulle nostre prime miglia di mare si identificano due correnti paralleli alla costa: a) rema i faru da sud verso nord;  b) rema i susu da nord verso sud; la barca ormeggiata sullo sperone sud  viene spinta verso nord-est dovuto alla risultante tra due forze parzialmente contrastanti: la lieve forza del maestrale che spira verso sud-est e la forza della corrente che spinge verso nord. Se la rema è di faru basta una cima corta in quanto la barca viene spinta in direzione sud-est 90° di rotazione est rispetto a come si vede nella foto
facciamo un bagno..
..senza pari
e finalmente posso scattare una foto che avevo in mente da molti anni: immortalare Amantea da dentro la grotta di Isca
in questo momento sono immerso in acqua nella grotta; con una mano sono aggrappato alla parete e con l'altra scatto la foto.
Peccato non potermi consentire la foto-camera professionale..troppo a rischio

clicca qui per 1 minuto di filmato della grotta
 
leviamo l'ormeggio per spostarci sullo scoglio piccolo
lasciandoci alle spalle lisca granna...
ci avviciniamo sullo scoglio piccolo lato nord dove sbarchiamo in due
immediata la percezione della presenza di gabbiani: ovunque sterco...
...e penne di muta
numerosi sono i granchi che per le più favorevoli condizioni ambientali qui si sviluppano in numero e dimensioni superiori rispetto allo scoglio grande
ho sfiorato questo granchio è si è sprofondato in questo budello alto 30 cm
un pò di goliardia...
...non guasta mai
il versante est irradiato dal sole
questa impressionante bellezza si ammira nel fondale della punta sud di lischitella
la superficie molto frastagliata lato est con numerose vasche asciutte..
e lato ovest con vasche più ampie per effetto della maggiore corrosione  di ere geologiche (penso) operata dal mare che batte sempre da ovest; acqua stagnante sollevata dai marosi
l'escursione volge al termine...diamo un'occhiata al litorale di Belmonte
e mettiamo prua verso il rientro
passando dalla ancora deserta spiaggia "i Catucastru"
dall'altrettanta ancora deserta spiaggia "da Chjazza"
e dalla spiaggia "da Taverna" colma di ombrelloni che attendono bagnanti
gli scogli sono ormai lontani...
...e ammiriamo mare-terra la vetta della Timpa Longa di Colongi da cui una settimana fa abbiamo ammirato in direzione terra-mare raccogliendo origano

considerando le favorevolissime condizioni abbiamo deciso di proseguire fino a Coreca...e ciò vedremo nel prossimo servizio
 
INTANTO GUARDIAMOCI LE FOTO DELL'ALBUM DEI RICORDI
69 F.Cima, G.Cima, V.Cima, A.Cima
68 F.Cima, G.Cima
68 A.Cima
68 G.Cima
68
69 A.Cima, I.De Luca, R.Morelli
69
70 A.Cima, G.Cima, A.Stellato, C.Aloe
71 A.Cima, F.Scudiero
71 A.Cima, M.Launi, F.Rametta, G.Cima, R.Targhetta, S.Cima
71 R.Cima
73 T.Imbrogno, A.Cima
73 A.Signorelli, S.Bonavita, F.Cima, A.Cima, G.Tonnara, le sorelle Imbrogno (Patrizia, Angela, Rosalba) e due amiche di Pavia
73 - amicizie estive
73 A.Cima, F.Cima, fratelli Imbrogno (Rosalba, Angela, Patrizia, Tonino)
73 A.Cima
73 A.Cima, G.Cima, I.De Munno
74 A.Cima

80
persone in grado di tuffarsi dalla sommità sono state rarissime - uno di queste è  Franco Berardone metà anni '60

NOTA DESCRITTIVA DELL'OASI BLU DEGLI SCOGLI DI ISCA (rilevata da internet)
Nell'incantevole specchio di mare compreso tra Amantea e Belmonte Calabro affiorano i due scogli di Isca, gia' noti ai tempi di Omero.
Essi danno il nome ad un'area protetta, istituita nel 1991 per volonta' del locale WWF, l'Oasi blu degli Scogli di Isca, il cui simbolo e' la cernia.
Ad un miglio da Isca si trova la secca della Limoncella, la cui sommita', a circa 15 metri dalla superficie, e' un luogo di grande interesse per la fotografia subacquea: si possono infatti ammirare margherite di mare, madrepore arancioni, ricci e stelle marine.
Sugli scogli sostano gabbiani, ballerine di mare e talvolta anche aironi; inoltre nei periodi di migrazione e' possibile osservare il passaggio dei delfini. L'Oasi blu e' stata realizzata non solo allo scopo di preservare uno degli ambienti marini piu' scogli isca amantea suggestivi della costa tirrenica, ma soprattutto con l'intenzione di far conoscere e rispettare la natura.
Per questo scopo e' stato istituito il CEAM, Centro educazione ambientale marino, di Marina di Belmonte Calabro, che coordina anche gli interventi di soccorso ai cetacei e alle tartarughe. Nei 60.000 metri quadrati di mare abbracciati dall'Oasi blu e' vietata la pesca e la navigazione a motore; e' possibile invece praticare il seawatching, immergendosi con autorespiratori, accompagnati da guide. Si possono inoltre ammirare i bellissimi fondali senza bisogno di immergersi: il parco e' infatti dotato di barche con chiglia trasparente in cui trovano posto i visitatori e la guida naturalistica.

Insule Oenotrides o Pietre Planete in Omero o Tillesii Scopuli o Scogli di Lea con sullo sfondo il vulcano Stromboli in continua attività che gli ha valso il nome di "faro del mediterraneo", sono i nomi con cui sono stati identificati gli scogli di Isca nell’antichità. La loro esistenza è testimoniata successivamente dalla più antica fra le carte e stampe calabresi, quella del cosentino Prospero Parisi, sia nelle edizioni secentesche di derivazione maginiana, sia nel fine settecentesco Atlante Marittimo del Regno di Napoli, sia nel breve saggio di F. Salmojraghi del fine secolo scorso (dallo studio del prof. G. Lena dell’Università della Calabria).

L’Oasi Blu di Isca è un tratto di mare prospiciente l’estremità meridionale della Catena Costiera, in provincia di Cosenza, compresa tra la città di Amantea con il castello, le torri e il sottostante centro storico e il paese di Belmonte Calabro con il centro storico incastonato sulla collina e il monumento dedicato a M. Bianchi poco più sotto. L’area marina protetta istituita nel 1991 e denominata "Oasi Blu Isca" presenta la tipica flora e fauna del mediterraneo : è facile incontrare le castagnole, le donzelle, la salpe, ecc. più difficile l’incontro con le cernie (simbolo dell’Oasi) ; splendide sono le immagini delle margherite di mare e delle madrepore arancioni e delle praterie di posidonia. Oltre all’accentuata presenza di gabbiani, di ballerine, si possono talvolta osservare gli aironi che sostano sui due scogli.
I fondali dell’Oasi Blu di Isca raggiungono la profondità massima di 25 metri
Anche se di piccola estensione, questa Oasi blu del WWF racchiude un universo marino di grande interesse, ma soprattutto fa parte di quella piccola avanguardia di aree protette marine che hanno l’importante compito di promuovere la bellezza e la significatività di parchi e riserve marine in un paese come l’Italia che ha quasi 8.000 km di coste.
L’oasi si apre intorno agli scogli di Isca, vestigia di un antico promontorio, che si inabissano fino ad incontrare a 20 m di profondità un magnifico fondale. L’incontro tra rocce sommerse e una distesa di sabbia, oltre alla tutela che vi è garantita, rendono la vita marina eccezionalmente ricca con , ricci, spirografi, gorgonie, margherite di mare e paramuricee che vivono attaccate agli scogli multicolori tra cui si nascondono anche aragoste, polpi, scorfani rossi molto mimetici e si scoprono madrepore arancioni, stelle marine e, nelle tane in profondità, persino grandi cernie.

Sulla sabbia cresce una vasta prateria di posidonia, vera e propria foresta sottomarina popolata di donzelle pavonine, saraghi, cefalotti dorati e occhiate, da branchi di castagnole e di salpe dai riflessi verdastri. Nella zona si avvistano anche interessanti cetacei come delfini e stenelle e la rara tartaruga marina.

La costa dell’oasi, da cui si avvista in lontananza l’isola di Stromboli e in cui si trova la Torre Barbarie, del XV secolo, è frequentata da numerosi gabbiani reali e gabbiani comuni.

 

LE PATELLE
Sono dei molluschi chiusi in una conchiglia a forma di piatto fondo di 1-3 cm attaccate in modo permanente sullo scoglio.
E' una delle cose alla quale ho dedicato tempi enormi negli anni giovanili; da ragazzo avevo fatto uno studio catalogando molti aspetti di questo mollusco; accenno a quelli essenziali e a come sono distribuiti a Lisca. Sono prevalentemente sullo scoglio grande per la morfologia della roccia che offre superfici appiattite; sono collocate in prossimità del pelo dell'acqua fino a 50 cm sotto o sopra. Vi sono essenzialmente quattro strati : 1) costantemente immerse,  2) a livello del pelo d'acqua soggette a continue coperture e scoperture per il movimento del mare; 3) a 10-20 cm sopra il livello d'acqua con un tempo di esposizione più lungo di quello d'immersione; 4) a 50 cm e oltre sopra il livello dell'acqua con lunghissimi tempi di esposizione.
La forma conica si appiattisce per quelle in immersione e si acuisce per quelle in esposizione prevalente per contenere acqua contro la disidratazione.
I colori e l'ondulazione del guscio si conformano alla zona in cui si trovano; la livrea subisce un processo di mimetismo per cui sono molto chiare quelle immerse e molto scure quelle esposte. Naturalmente durante i marosi, anche di lieve entità sono tutte ricoperte dall'acqua.
Ne facevamo gran scorpacciate per ore; personalmente gradivo quelle immerse e seminascoste tra la vegetazione: sono più difficili da trovare e staccare...ma ne vale (ne valeva) la pena.
Antonio Cima