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Juventus - Lione a Cosenza vissuta con altri tifosi di Amantea - 24 luglio 2010 |
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Da circa vent'anni non vedevo la Juve. Per uno cresciuto
a pane e Juventus fin tutta la giovinezza era troppo. Mi aggrego e vado
con gli amici di Amantea e di Campora. La prima volta che ho visto la
Juve avevo poco più di quindici anni, fu nel 1965 (se non sbaglio), con il Napoli appena ritornato i serie
A. Con i partenopei militavano i "dissidenti" Altafini e Sivori. Ero
confuso tra l'amore per Sivori e quello per la Juve. Si trattò della
partita in cui il Cabezon scagliò il pallone verso la panchina di
Heriberto Errera che l'anno prima lo allontanò da Torino. Procurarmi i
soldi fu impresa ardua; vi riuscii evitando per un anno di comprare la
quotidiana colazione per la scuola "appoggiandomi" sui compagni di
classe, e integrando i risparmi durante l'estate con qualche giornata di
lavoro. Il biglietto in curva costava 1000 lire ma lo trovammo ai
bagarini per 6000 lire -pazzesco-. Andai con un amico di Amantea e fu la prima
esperienza di autogestione significativa. |
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gruppo amanteano.. |
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..che gradualmente si allarga |
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l'originale maglia degli ultras - fronte... |
..retro |
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i più giovani.. |
..e si parte |
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i tifosi di lungo corso |
fermata a Campora per aggregare gli altri |
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arrivo a Cosenza |
ci dirigiamo verso lo stadio |
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c'incolonniamo ai tanti |
e a passo svelto verso l'ingresso |
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affari d'oro.. |
..a vender cappelli, bandiere, sciarpe... |
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l'unico acceso forzato... |
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ci fa girare quasi tutto lo stadio |
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e impressionanti code ai vari ingressi |
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affaticati arriviamo al nostro ingresso e ci accodiamo in una fila
enorme, infinita e di
oltre un'ora; non capisco perchè, per ora, lo capirò dopo. |
si entra uno alla volta da un infernale tornello manovrato
dall'interno, munito di lettore
ottico nel quale porre il biglietto dalla parte del codice a barra.
Sapevo delle nuove misure di sicurezza negli stadi, ma non immaginavo ciò. Accolgo
inizialmente con ragionevole tolleranza questa sofferenza per i tifosi -finalizzata
alla sicurezza generale-, ma poi scopro che non aiuta la sicurezza
perchè non v'è alcun controllo sulle persone che entrano e ognuno occupa
il posto che ritiene più conveniente vanificando l'eventuale
identificazione posizionale. A cosa serve avere biglietti
personalizzati, tornello, lettore ottico, ed altri supporti ottici e digitali in
un ambito a sviluppo non razionale? Cose all'italiana. |
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arriviamo sulla gradinata ove ognuno tenta di trovare un posto.. |
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incontro altri Amanteani |
il tifo cresce |
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il San Vito Gronda |
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fasi di riscaldamento |
i bianconeri impazienti |
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trovo posto vicino ad altri amanteani |
intorno gradinate gremite |
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guardando ad est |
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guardando ad ovest |
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inizia la partita |
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1 - 0 per il Lione (rigore) i più anziani incoraggiano la Juve |
sull'1-1 di Del Piero (rigore) è gioia per piccoli.. |
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...e grandi |
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il tifo incessante |
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e le facce amiche |
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nell'intervallo gli sbandieratori di Bisignano |
e comincia il secondo tempo |
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fase di gioco a centro campo |
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esultanza sul 2-1 di Pepe |
la partita volge al termine |
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e si continua a sventolare oltre la fine |
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ci ricompattiamo |
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ci avviamo verso il pullman |
e risaliamo per rientrare ad Amantea |
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Mi rimane il bel ricordo di questa giornata con amici,
con i colori bianconeri, e rimane anche l'immagine di quel disumano
tornello che, in quel contesto organizzativo, non migliora la sicurezza
ma crea solo un senso di frustrazione. |
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