Ad Egidio Colombo

   

Caro Egidio,
Vittorio Burdo mi ha chiesto di scrivere qualcosa per te.
A tale richiesta ero alquanto titubante perché pensavo di non riuscire a trovare le parole per lo sgomento e il dolore che inizialmente ho provato e che ancora mi attanagliano la gola.
La prima riflessione che mi viene spontanea da fare è che sei stato, dopo l'improvvisa dipartita, una di quelle persone che lasciano il segno.
Forza fisica, fermezza, coraggio, determinazione ed una fede interiore profonda non ti sono bastate, purtroppo, per sconfiggere un male inesorabile che t'ha colpito pochi anni fa.
Gli amici di una vita e i compagni di partito ricordano la tua straordinaria generosità, la disponibilità sempre pronta e puntuale ogni qual volta ti veniva richiesta.
Chiunque ti abbia conosciuto, ed io mi considero tra questi, non può non avere un ricordo di una persona che aveva sempre un pensiero per tutti.
Hai affrontato con coraggio le dure prove nella fase terminale della malattia, sostenuto dalla fede che ti ha permesso di compiere il passaggio con una certa serenità. Sei morto con la capacità e la lucidità fino all'ultimo di pensare ai figli, a tua moglie, ai nipoti, ai parenti tutti, cui va il nostro profondo cordoglio.
Non bastano le parole, men che meno le lacrime. È un dolore troppo grande, è un vuoto profondo, a spirale, per gran parte del nostro paese.
Mancheranno, a noi tutti, anche le tue osservazioni, spesso critiche e severe, che esprimevi sulla attuale, difficile, situazione che sta attraversando l'Italia, per responsabilità anche dei politici, soprattutto di quelli che avrebbero dovuto essere i continuatori dei valori e degli ideali dei nostri anni giovanili; per meglio intenderci mi riferisco alla legalità, alla giustizia ed alla libertà. Tutti valori che ci hanno sempre ispirati nella scelta a suo tempo fatta.
Al dolore dovuto alla mancanza del tuo impegno nel sociale, va aggiunto anche quello dovuto alla tua assenza dalla quotidianità, quella voglia di vivere e quel tuo saper sdrammatizzare, che si palesava anche con una battuta in grado di risolvere le situazioni più delicate.
Parole e gesti che, complessivamente, costituivano il cemento della nostra amicizia, dell'affetto e della profonda stima che abbiamo nutrito per te fino all'ultimo istante. Che la terra ti sia lieve, che il tuo viaggio sia dolce.
Ciao Egidio
Amantea, 11/08/2010
Geppino Vetere