MOSTRA DEI COSTUMI DI SCENA E…”
-Guida al percorso-

   

Il percorso di questa mostra dei costumi di scena, presenta due momenti importanti delle attività teatrali dell’Associazione di promozione sociale –Piccolo Teatro Popolare “IL COVIELLO”, e si sviluppa in tre diverse salette.

Nella prima saletta (con quadri del Pittore Riccardo Elpidio Tecchia” si possono ammirare quattro costumi della commedia “Charitas – Humatas vs Feritatum: Divinitas Francisci di Paula”:
1.    il candore del bianco dell’abito di Francesco di Paola nell’allegoria del raggiungimento della divinitas;
2.  il mantello dei frati Minimi, nero e castigato, per l’atto penitenziale, quasi sempre indossato da Francesco, racchiuso in preghiera nei suoi eremi:
3  e  4 due vestiti, di foggia fiorentina, indossati dai medici di Cosenza, arroganti e denigratori di Francesco, che lo accusavano di stregoneria per l’uso di erbe e di ungenti (che non appartenevano alla medicina ufficiale) e che millantava false e presunte guarigioni.
Nella stessa saletta, sono esposti due costumi della commedia “LISETTA”, rappresentata in occasione del secondo centenario dell’assedio di Amantea da parte dell’esercito napoleonico, comandato, in quella occasione, dal generale Raynier.
5. Il costume del Tenente Colonnello Luigi Amato, amanteano che si trova a combattere nelle fila francesi, assieme a Stocco e a Gaspare Cozza, anche loro di Amantea.
6. Il costume, con la giubba rossa, del colonnello  borbonico indossato da Ridolfo Mirabelli, comandante della piazza di Amantea.

La seconda saletta (con quadri del pittore-scultore Pino Miniaci) è dedicata ai briganti ed ai contadini presenti nella città durante l’assedio.
In senso antiorario:
1. il vestito del brigante Alice, tratto, come tutti gli altri della commedia Lisetta (Elisabetta Noto), dalla collezione Zerbi, pubblicata a cura di Ilario Principe.
2. Il vestito del brigante Bizzarro (personaggi tratto dalla penna dello scrittore casentino Nicola Misasi e raccontato da lui stesso nel salotto napoletano di Matilde Serao).
3. Il vestito del brigante capomassa Panedigrano, acerrimo nemico dei francesi e loro crudele fustigatore, che cercò di vendicare gli stupri e le violenze che i napoleonici consumavano verso le donne calabresi.
4. il vestito di donna Laura Procida, moglie del barone Cesare Fava, che, a capo dei suoi contadini e braccianti, era presente sulle barricate della porta di Paraporto.
5   -   6  Seguendo, si possono ammirare due costumi degli uomini di donna Laura: il primo è quello di un contadino ed il secondo, quello di un pastore.

La terza saletta (con quadri del Pittore Dario Modena) è dedicata ad alcuni eroi della resistenza amanteota.
1. in senso antiorario, il primo costume è quello del Nibbio: brigante, figlio illegittimo di un nobiluomo che, come ricorda il Misasi, era a guardia della santabarbara della torre che farà saltare, sacrificando la sua vita e quella di  Tecla di Villaflorida, sua bellissima amante.
2. Il costume è proprio quello della nobildonna Tecla, di foggia un po’ orientaleggiante.
3. Il costume di Nicola Vecchio, un pescatore di Amantea, soprannominato Piscitiello. Piscitiello morirà eroicamente sulle barricate, trafitto da una baionetta francese ma, prima di morire furono molti i napoleonici a rimanere uccisi sotto il fuoco del suo fucile.
4. Il costume di Lisetta (Elisabetta Noto), una popolana che, la sera della vigilia dell’Immacolata, trovandosi nei pressi della chiesa di San Biagio, forse per assistere alla unzione della novena (particolarmente sentita dalla tradizionalista popolazione locale), nel vedere arrampicarsi i francesi, diede l’allarme che permise agli amanteoti di rimandare giù i “rinnegati” Stocco e Gaspare Cozza, che cercavano di aprire una breccia nella difesa delle mura.
5. Il costume di Carmela, vecchia nutrice del Nibbio, continuamente protetto e v vigilato assieme ai briganti Faina e Bizzarro. I tre erano a conoscenza del segreto sulla nascita del giovane brigante, abbandonato in fasce davanti al convento di Santa Chiara. Carmela era nota anche per le sue doti di chiaroveggente e di fattucchiera.
6. Il sesto ed ultimo costume è quello del frate cappuccino “Fra Michele” che, non solo si dedicava a procurare vettovaglie nei paesi limitrofi, ma che, con lo stesso sprezzo del pericolo, era accanto ai pescatori, ai contadini ed agli artigiani, sugli spalti, in difesa di Amantea. Dalle sue parti i Francesi non trovarono vita facile.

prima saletta (con quadri del Pittore Tecchia) quattro costumi della commedia “Charitas – Humatas vs Feritatum: Divinitas Francisci di Paula”:
saletta 1
saletta 1
saletta 1.1 - Abito di S.Francesco di Paola
saletta 1.2 - mantello dei Frati Minimi
saletta 1.3 - abito fiorentino indossati dai medici di Cosenza
saletta 1.4 - abito fiorentino indossati dai medici di Cosenza
saletta 1.5 - costume del tenente colonnello Luigi Amato
saletta 1.6 - costume indossato da Ridolfo Mirabelli
seconda saletta (con quadri del pittore-scultore Pino Miniaci) è dedicata ai briganti ed ai contadini presenti nella città durante l’assedio.
saletta 2
saletta 2
saletta 2.1 Brigante Alice
saletta 2.2 Brigante Bizzarro
saletta 2.3 Brigante capomassa Panedigrano
saletta 2.4 Donna Laura
saletta 2.5 vestito di contadino
saletta 2.6 vestito di pastre
 terza saletta (con quadri del Pittore Dario Modena) è dedicata ad alcuni eroi della resistenza amanteota.
saletta 3
3 saletta
saletta 3.1-2  Nobildonna Tecla e Brigante Nibbio
saletta 3.3-4 Lisetta e Nicola Vecchio (Piscitiello)
saletta 3.5-6 Fra Michele  e  Carmela (nutrice del Nibbio)