CONVEGNO DI SLEGA "Calabria: ambiente e salute dalla scoperta alla bonifica"
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Dopo la valutata pausa estiva il movimento ambientalista di Amantea si ritrova per decidere le iniziative finalizzate alla ricerca della verità sullo stato di salute del territorio del comprensorio. Appena saranno noti i risultati delle analisi avviate in giugno sarà deciso un pertinente programma operativo.

articolo di Rino Muoio sul Quotidiano della Calabria del 29/08/2010

Amantea – “Quello che ho fatto per il relitto di Cetraro lo rifarei cinquanta volte”. Così, a scanso d’equivoci, si è espresso da subito il professor Silvio Greco, già assessore regionale all’Ambiente del governo Loiero. L’occasione è stata quella della tappa amanteana di venerdì sera, del giro di “ragionamenti” su “Ambiente e Salute” che Slega la Calabria, il movimento di cui Greco è fondatore, sta facendo in tutta la regione.
Una iniziativa tesa, ha chiarito nel corso della serata, a cercare di spiegare a tutti i calabresi, “la verità delle cose”.  Una verità che Greco ha voluto descrivere anche con l’aiuto di due esperti, quali il professor Silvano Focardi, eco-tossicologo dell’Università di Siena e Ferdinando Laghi, medico dell’Isde. Il nocciolo del ragionamento che Greco, che è anche un esperto biologo marino, ha voluto sviluppare davanti all’attentissimo uditorio, nella città che ha ospitato la più grande manifestazione ambientalista mai tenutasi in Calabria, proprio sulla scia delle vicende di Cetraro, valle dell’Oliva e Crotone, gira intorno a quei 1330 siti calabresi che egli sostiene essere stati censiti durante la sua esperienza di governo e degni di essere messi sotto osservazione.
“Quello che bisogna andare ad accertare è la presenza dei cosiddetti contaminanti persistenti – ha spiegato sibillinamente  – i quali, tanto per essere chiari, non creano situazione di pericolo solo per chi vive nelle aree di ritrovamento ma per territori distanti anche centinaia di chilometri”. Un concetto che è stato poi ripreso dallo stesso professor Focardi. “I contaminanti persistenti, come le diossine, e gli stessi metalli pesanti – ha specificato – penetrano negli organismi dimostrando una elevata tossicità, a distanza di anni, anche in piccole concentrazioni, considerato che sono poco metabolizzanti e quindi soggetti ad accumularsi”.
E qui il riferimento del professor Greco alla Valle dell’Oliva, sottoposta in questi mesi ad analisi approfondite su disposizione della magistratura paolana, impegnata a fare definitivamente chiarezza sulla presenza di eventuali agenti inquinanti e dannosi per la salute. “Attendiamo i risultati finali dei carotaggi per i contaminanti e anche quelli dell’Ispra sulla presenza di radionuclidi.
Se dovessero esserci riscontri di laboratorio positivi mi riesce difficile pensare che gli abitanti di questa città e del territorio non pretenderanno l’immediata e profonda bonifica dell’area. E non è nemmeno un problema di soldi – ha aggiunto -  perché anche il P.O.R. prevede coperture per interventi di questo tipo”.
E’ dunque la questione della bonifica dei siti, quelli già individuati e quelli ancora da individuare, al centro della discussione, considerato che, come anche il dottor Laghi ha voluto sottolineare, i contaminanti migrano sia attraverso l’area che la stessa catena alimentare con un indice di propagazione esponenziale. “Voglio chiarire – ha poi aggiunto lo stesso Laghi – che secondo gli studi correnti, la buona assistenza sanitaria incide solo per il 10 %, quasi in modo irrilevante quindi,  sulla salvaguardia della nostra salute. Il rimanente 90 %  deriva da altre cause, quali fattori genetici, stili di vita e problematiche ambientali”.