2 settembre 2010 la Madonna della montagna di Polsi

   

Polsi è una piccolissima frazione di San Luca che si trova nella parte sud della Locride, sulla collina a pochi km all'interno della SS 106 jonica. San Luca è collegata a Polsi, verso ovest, da una stradina difficoltosissima da percorrere (più avanti documentata). Per tale motivo venendo dalla costa tirrenica conviene salire da Bagnara-S.Eufemia d'Aspromonte-Gambarie e quindi scendere a Polsi a capofitto con una forte pendenza. Gli ultimi 5 km li abbiamo percorsi a piedi: docilmente camminando in discesa, il ritorno lo lascio immaginare. il commento viene affidato alle immagini e alle didascalie.

arrivati sull'Aspromonte lasciamo alle spalle lo Stretto di Messina..
..e l'Etna poco visibile per la presenza di una sottile stratificazione di nuvole
c'inoltriamo nel cuore dell'Aspromonte verso Polsi
dopo un pò appare la vallata che nel fondo ospita il Santuario; siamo molto lontano; sulla cresta lato destro s'intravede piccolissima la Pietra Kappa
ci avviciniamo..
e s'ingrandisce la figura della Pietra Kappa (o Cappa)
a 5 km dal santuario ci viene consigliato di parcheggiare e procedere a piedi
accettiamo il consiglio e c'incamminiamo
lungo la strada tante auto con i simboli della fede
ci appare a fondo valle l'insediamento con il Santuario
la stradina a destra collega Polsi con San Luca (capoluogo); è sterrata, stretta, impervia e pericolosa; il vescovo ha chiesto alle autorità un adeguamento 
per strada gente ferma a riprender fiato
qualcuno viene in senso opposto: rientra dalla veglia
ci avviciniamo pur restando alti.. e la strada per San Luca si può meglio valutare
continuiamo a scendere e Polsi si allarga
altri risalgono dalla veglia
siamo in prossimità dell'abitato e del Santuario
il flusso di gente aumenta a scendere e a salire con le coperte della notte
accampamenti di fedeli di lunga permanenza
qualcuno arriva dalle scorciatoie
il mercatino lungo la parte del letto del torrente Bonamico
le bancarelle
all'ingresso dell'abitato in una cavità..
..la statua della madonna..primo contatto con i fedeli: ceri, foto, figurine, rosari, monete e altri segni di devozione
l'ingresso del Santuario
il cartello su un muro che meriterebbe almeno l'intonaco
(si ripete ovunque in Calabria)
la piazzola della cerimonia religiosa sul lato sinistro del Santuario, dal basso..
...e dall'alto
..in mezzo alla folla
per meglio vedere qualcuno s'arrampica..
..e qualcuno  esausto dal lungo cammino riposa
la cerimonia dall'alto
tantissimi (soprattutto giovani) con al collo un fazzoletto con le immagini della madonna e della croce, con varie medagliette fissate sull'angolo basso
chi ha fatto molta strada a piedi recupera le energie seduto sul sagrato, appoggiato al muro del Santuario
la tradizione del ballo davanti alla chiesa..
coinvolge tutti..
..che a rotazione si cimentano nella danza..
avvolti da un cerchio umano che guarda..
..aspettando il turno
l'interno della piccola chiesa a tre navate..
luminosa e ben decorata
le autorità (sempre tante)
la folla
i cantori
Don Strangio
i fedeli che cantano
tutti a fotografare
la comunione con Don Strangio e con il Vescovo Morosini
i nostri
momento di raccoglimento
il nostro "compaesano" Vescovo Mons. Morosini
inizia la breve processione
i gonfaloni del comprensorio
ogni volta che la statua viene sollevata o abbassata tutti in coro gridano "Viva Maria, Viva Maria"; ciò avviene continuamente lungo il percorso.
Questa esclamazione arriva spesso anche dai fedeli disposti per strada e dopo il primo "Viva Maria" solitario al secondo su uniscono altre voci.
questa croce arriva da Bagnara ed è portata in processione da una confraternita della cittadina costiera (così mi è stato riferito)
dal fondo valle si erge la vegetazione su verso l'Aspromonte
e la Croce di Bagnara si staglia tra le nuvole
la statua in basso
la statua in alto: "Viva Maria, Viva Maria"
i fedeli si sistemano al meglio per guardare dall'alto
piaggia di petali sulla madonna
a ricordar la festa
sulla porta della chiesa il vescovo ringrazia i fedeli..
..gli ecclesiastici si preparano..
..la folla sul sagrato viene divisa in due ali...
..i confratelli creano un corridoio..
e parte la breve corsa che percorrendo il sagrato porta la statua davanti all'ingresso della chiesa
queste azioni di coreografia motoria sono ampiamente diffuse in molti luoghi della Calabria e del sud
siamo nella fase finale che crea un pathos collettivo e ripetute sono le grida di Viva Maria, Viva Maria
Viva Maria, Viva Maria
Viva Maria, Viva Maria
Viva Maria, Viva Maria
la folla avviluppata dal trasporto religioso saluta la loro Madonna che entra nella chiesa..
..deposta in posizione di devozione
 arriva muovendosi sulle ginocchia
un'aziana fedele a completare un voto
il piazzale e la gradinata vuota
i doni portati dai fedeli
e noi che ci avviamo sul lungo e faticoso percorso in salita 
e altri che lungo la "Strada" sterrata rientrano a San Luca
E' stata, quella odierna, una esperienza che accresce la conoscenza di quello che siamo i calabresi, con tanto trasporto verso  il divino e con qualche colpevole distacco da chi è un pò più vicino.   Antonio Cima