RIPOSTA LA TESTA ALLA MADONNA DELLA NATIVITA' DEL BERNINI DI AMANTEA
in fondo alla pagina articolo di Rino Muoio pubblicato sul Quotidiano della Calabria del 5 settembre 2010

   

da S. Bernardino il tramonto appariva così: un preludio dell'inno alla bellezza

articolo di Rino Muoio pubblicato sul Quotidiano della Calabria del 5 settembre 2010

Amantea – L’attimo della riposizione della testa della Vergine, sul tronco monco dell’altorilievo di Pietro Bernini, effettuato dal restauratore Giuseppe Mantella e salutato con un applauso quasi commosso delle centinaia di persone arrivate nel complesso monumentale di San Bernardino, è apparso come un segno tangibile del legame fortissimo tra l’uomo e l’arte, che continua ad alimentare l’idea dell’immortalità dell’esistenza. Il parterre di autorità presenti, con in primis l’assessore regionale alla cultura Mario Caligiuri e il sindaco Francesco Tonnara, ha inteso sottolineare con forza la portata dell’avvenimento anche sul piano dei valori.
“E’ un’occasione importante – ha affermato tra l’altro Caligiuri dopo l’introduzione appassionata di Gregorio Carratelli, presidente regionale Fondo Ambiente Italiana - perché afferma due cose fondamentali: che attraverso la cultura è possibile il cambiamento e che queste cose aiutano a ritrovare la nostra identità. Per far questo occorre mettere in rete il sistema e le ricchezze che la nostra regione possiede e ragionare in termini unitari”.
Dopo aver anticipato le cerimonie del 2013 per i 400 anni della nascita di Mattia Preti, l’assessore ha concluso, riprendendo ciò che il sindaco Tonnara aveva detto nei saluti agli ospiti, in relazione alla “necessità di stare tutti dalla stessa parte, per la cultura e la legalità”. Una posizione che il vicepresidente della Provincia, Domenico Bevacqua, ha sostenuto con parole di soddisfazione e incoraggiamento “per una iniziativa corale - ha aggiunto -  in direzione della valorizzazione del patrimonio artistico della provincia cosentina.
Un concetto ripreso ancora da Padre Francesco Celestino, padrone di casa e custode provinciale dei frati Minori Conventuali di Calabria.“Se stiamo uniti - ha ribadito con auspicio - possiamo fare di più, questo vale per la chiesa ma anche per le istituzioni”.  La professoressa Alessandra Anselmi dell’Unical, ha sottolineato poi l’importanza storica e culturale del ritrovamento effettuato da Mario Panarello studioso e autore di diverse pubblicazioni del periodo a cui fa riferimento l’opera del Bernini. 
“La nostra presenza qui – ha successivamente voluto rimarcare il Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, Fabio de Chirico - va anche in direzione del cambiamento rispetto all’idea di un sud individualista. Forse l’evento più importante di oggi è che un privato cittadino abbia effettuato il ritrovamento e messo a disposizione del patrimonio culturale del paese. Un segno di grande sensibilità e civiltà culturale da imitare e molto incoraggiante”. La descrizione dei fatti inerenti il ritrovamento della scultura è stata poi affrontata dallo stesso dottor Panarello.
“Mi sono reso conto quasi subito di trovarmi davanti ad un’opera del Bernini. L’idea che fosse la testa della Vergine mancante sull’alto rilievo di Amantea fu conseguente”