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“Tra
il 2006 ed il 2007 l’Appenino Paolano Spa, l’azienda
mista (pubblico-privato) rivendicava dal comune di
Amantea un presunto credito di 1.200.000,00 euro. Una
cifra enorme a fronte di un servizio che la nostra
Giunta comunale prima ed il nostro Consiglio poi hanno
giudicato approssimativo, carente ed eccessivamente
oneroso.
Per
questa ragione l’Amministrazione da me guidata, ha
contestato gli addebiti, si è fermamente opposta ai
pignoramenti intentati dall’Appennino ed ha
contrattaccato incaricando il nostro legale avv. Luigi
Crusco, ad avviare ferma azione di rivendica dei diritti
della Città.
Il
Tribunale di Paola in questi giorni ha deciso la causa,
ritenendo ingiustificata la pretesa creditizia, pertanto
corretta la difesa degli interessi della cittadinanza di
Amantea e riconoscendo all’Appennino Paolano l’irrisoria
somma di soli 80.000 euro.
Si
tratta di una vittoria storica per il nostro comune, sia
per la natura del contenzioso che per le dimensioni
della vertenza. Un vero punto di svolta a differenza
delle soccombenze giudiziarie a cui era ormai abituata
la nostra municipalità.
La
mia soddisfazione è profonda in quanto si tratta una
dimostrazione ulteriore che l’Amministrazione da me
guidata rappresentava una vera discontinuità con le
precedenti Amministrazioni.
Potrei citare tantissimi altri esempi di un’azione
amministrativa improntata al pieno rispetto della
legalità, come presupposto essenziale della difesa dei
diritti della nostra comunità; non a parole ma nei
fatti. Per quanto era nelle nostre competenze, nei
poteri di un Ente Locale, non abbiamo tralasciato nulla
in tal senso, intraprendendo ogni possibile azione
amministrativa e legale: dalla revoca dell’are PIP alla
B.M. Filati (la fantomatica ditta del nord che avrebbe
dovuto garantire centinaia di posti di lavoro), alla
riduzione delle spese giudiziarie (che per la verità ora
sembra siano nuovamente aumentate), alla revisione della
pianta organica del comune ed una razionalizzazione
degli uffici comunali.
E’
curioso rilevare che persino il decreto di proroga del
commissariamento della Città indica azioni
amministrative che noi avevamo già largamente
intrapreso: siamo stati noi ad avviare il recupero dei
tributi non riscossi (10 milioni di euro) e ad avviare
quindi la lotta all’evasione fiscale; noi a ricorrere,
per primi in Calabria anticipando la Legge Regionale,
alla stazione appaltante presso la Prefettura di
concerto con il dott. Musolino; noi ad imporre alla
ditta che gestiva il porto, contrariamente al passato,
di eseguire a proprie spese i lavori di dissabbiamento.
Questa positiva esperienza è stata traumaticamente
interrotta da uno scioglimento degli organi elettivi che
noi contestiamo nel merito delle motivazioni.
Penso
che Amantea abbia nel suo seno energie e risorse umane
in grado di garantire il proprio autogoverno e di
assicurare alla Città un contesto di chiare e limpide
scelte democratiche che diano prospettive di
cambiamento e sviluppo al proprio futuro.
In
questo senso la vicenda giudiziaria dell’Appennino
Paolano Spa rappresenta una vittoria limpida per la
nostra comunità tanto martoriata a dimostrazione
dell’ingiustificata sospensione degli strumenti
costituzionalmente previsti per il governo cittadino.”
Amantea,
6 febbraio
2010
Franco Tonnara |