MOVIMENTO PROSPETTIVE CAMPORA polemizza sulla segnaletica di Campora

   
 

L’articolo del 21 aprile, pubblicato sul sito internet Amantea.net, relativo all’analisi sulla vicenda della segnaletica stradale di “Amantea Sud”, si conclude con il seguente periodo: “Insomma tutta una storia di poco conto venuta alla luce casualmente “grazie” al sentimento “anti” di alcuni giovani camporesi . Un sentimento tutto da far emergere non da addormentare”.
Ecco, questa frase dimostra tutto la superficialità dello scrivente e del web master del sito che autorizza la pubblicazione dell’articolo, e vi spiego il perché. Innanzi tutto chi scrive l’articolo vuole sottolineare che l’occultamento della scritta Amantea Sud e relativa sostituzione con Campora San Giovanni sia solo frutto di un sentimento anti o contro Amantea, la caput mundi di noi altri, di alcuni giovani camporesi; ma non è così! Si tratta di un gesto emblematico che testimonia un malumore generale di tutti gli abitanti della zona a sud della galleria di Coreca (odierno confine immaginario tra le due grandi aree del territorio amanteano) o, rifacendoci alla storia e alle testimonianze antiche, a sud del grande scoglio caratterizzante la splendida spiaggia dell’omonima contrada, come si evince semplicemente consultando la cartografia storica di fine ‘700 e inizio ‘800 come quella del Rizzi Zannoni, della Carta Austriaca, dell’IGM e altre (riferimenti fatti volutamente per dire ai giornalisti di turno che la lezione di storia noi, vostri amici camporesi, non la vogliamo fatta da nessuno!).
Questo sentimento di rivalsa nei confronti del nucleo centrale di Amantea non è sintomo di iniziative e volontà secessioniste di chi ha compiuto il gesto della segnaletica, non è semplicemente il gridare forte e chiaro “qui siamo a Campora, non ad Amantea Sud”, piuttosto è la volontà di vedersi riconosciuti gli stessi diritti degli amici amanteani, rivendicandone la parità sulla base di eguali doveri adempiuti dai concittadini di entrambe le parti, in primis le tasse pagate.
Il gesto della segnaletica, compiuto da persone che solo il giorno prima “erano normali” e che compiendo tale gesto, secondo lo scrivente del sito, hanno compiuto un processo di “identificazione di un territorio, come usano fare anche taluni animali”, è il gesto di chi vuol dire basta, di chi è stufo del contentino o delle promesse dei grandi boss della politica locale in cambio del proprio voto, di chi vuol iniziare a veder crescere Campora, frazione di Amantea, in maniera seria, programmata e concreta, non più soltanto sognarla; quello della segnaletica è il gesto di chi sogna Campora, ribadisco frazione di Amantea, come un luogo ricco di servizi e di tratti che ne esaltino le bellezze e la vocazione turistica, un luogo in cui chi ha compiuto “l’insano gesto” vuol far crescere al meglio i propri figli garantendo la piena risposta alle loro esigenze e i loro bisogni.
Ecco, sono i bisogni della gente il problema di fondo di questa storia, perché chi ha compiuto il gesto della segnaletica, così come “taluni animali”, agendo d’istinto dinanzi l’ennesimo schiaffo in faccia per la prima volta ha reagito trovando nei cuori degli abitanti dell’intera comunità camporese un consenso plebiscitario; queste persone, come gli animali, non hanno fatto altro che iniziare ad ingegnarsi per poter soddisfare i propri bisogni, reagendo ad uno stato delle cose che presenta una frazione della città di Amantea, ovvero Campora e contrade, abbandonata a se stessa. E non importa se il cambio della denominazione della segnaletica sia stato deciso dall’Anas o dal Comune, l’importante è leggere attentamente il significato dell’ “insano gesto” di questi “giovani camporesi” che hanno agito come “taluni animali”, gesto esplicativo di un sentimento oramai radicato nella comunità camporese e non, come scrive l’autore dell’articolo, “tutto da far emergere”. Questa è la dimostrazione che chi ha scritto l’articolo e chi ne ha acconsentito la pubblicazione non conosce affatto la realtà di Campora, l’aria che qui si respira, i problemi di cui qui si parla tra la gente nelle strade; dimostrazione che, molto spesso, ci si prende il lusso di scrivere anche di cose che non si conoscono e questo è estremamente grave, soprattutto in virtù del fatto che il web master del sito Amantea.net è stato e, dalle voci che si sentono in giro, vorrà essere nuovamente un rappresentante della nostra comunità amanteana, Campora e contrade limitrofe comprese, dimostrando però di non conoscere affatto i sentimenti di metà della popolazione amanteana.
In conclusione, quello che lo staff di Amantea.net ha dimostrato di non aver capito è che il problema della comunità camporese non sta nel non voler continuare ad accettare l’appellativo di frazione, frutto di una gerarchizzazione del territorio figlia di secoli di storia e di memorie (come giustamente, anche se in maniera molto sbruffona, ricorda lo scrivente dell’articolo), piuttosto nel non voler più essere considerati cittadini di serie B, sentimento che se i cari amici di Amantea.net, anziché dimostrare la loro forte superficialità e ignoranza in questa storia, si fossero più volte recati a Campora e dintorni a parlare con la gente avrebbe sicuramente constatato. Ma a Campora, purtroppo, ci si reca solo nel periodo delle varie campagne elettorali, perché solo in quel periodo ci si rende conto che i voti sono tutti uguali, perché non ci sono voti di serie A o di serie B.
Pertanto mi chiedo: il gesto della segnaletica di questi giovani camporesi-amanteani è da condannare? Forse, dipende dai punti di vista!
MOVIMENTO PROSPETTIVE CAMPORA.