Comunicato stampa dell'Associazione L'Incontro Insieme per crescere
GLI SVILUPPI DELLA VICENDA PHOTORED

   

Associazione L’Incontro
Insieme per Crescere
Via Danimarca
87032 Amantea

 

Al Sindaco di Amantea
Alla Comunità amanteana
Ai Mass media

 

Il Tribunale di Paola con la propria recente prima sentenza ha chiuso una vicenda che ci era apparsa inaccettabile sin dall’inizio e che ci aveva obbligato ad offrire la nostra collaborazione fattiva a tutti coloro che restavano vittime di un sistema che pur partendo da una condizione di legittima attenzione al codice della strada ed apparentemente finalizzata a garantire la sicurezza stradale era apparsa diventare via, via uno strumento per fare cassa, similmente a quanto affermato per gli autovelox  da Carlo Rienzi del Codacons.

Ne siamo fortemente soddisfatti.

E la “presupponenza, se non arroganza” del comune di Amantea aveva indotto, a fronte delle migliaia di sentenze sfavorevoli del Giudice di Pace di Amantea, non a prenderne atto, ma a citare in Tribunale centinaia di automobilisti nella speranza di un ribaltamento dell’orientamento del Giudice .

Parlare di “presupponenza e di arroganza” non sembri di disdoro alla luce delle sentenze della Cassazione che, una dopo l’altra, confermano la necessità della presenza dei vigili urbani, al fine della contestazione immediata della infrazione, ma anche della reale sicurezza stradale.

Ognuno comprende che quando il cittadino vede la divisa delle Forze dell’Ordine immediatamente reagisce positivamente con comportamenti corretti . E pertanto se un automobilista, sbagliando, dovesse passare con il rosso per guadagnare un minuto di tempo quando sarà fermato dal vigile non solo patirà la sanzione e la mortificazione , ma perderà anche molto più tempo di quello che voleva guadagnare.

E questo senza dimenticare che la statale 18 è invasa da Tir e che pur creando forti rischi di transitabilità della statale stessa non vengono mai sanzionati per una carenza del sistema dei photored con una palese disparità di comportamento della pubblica amministrazione che sanziona infatti solo le automobili.

Per queste ragioni abbiamo distribuito quasi diecimila modelli di ricorso al Giudice di Pace e ripetutamente chiesto al comune di Amantea di disattivare i photored.

Ed invece, al contrario, il comune, pur di incassare decine di migliaia di euro al mese pagati da automobilisti in transito che si vedevano arrivare dopo mesi una sanzione nel loro lontano paese, ha continuato a lasciare attivi i photored trincerandosi dietro la grande bufala mediatica della sicurezza.

E tutto mentre, poi, addirittura, spegneva ogni tanto non solo i photored ma anche i semafori, costringendo la gente a correre rischi rilevanti per passare dal centro verso il lungomare o per immettersi sulla corsia opposta.

Ed anche quando abbiamo manifestato agli stessi commissari i rischi di dover pagare le somme imposte dal Giudice di Pace con il rischio di un collasso finanziario dell’ente, la risposta che riteniamo presuntuosa ed arrogante è stata quella contenuta della delibera del consiglio comunale n 1/2010 in risposta alle osservazioni della Corte dei Conti, con la quale si afferma

Ora la decisione del Tribunale di Paola integra la decisione del Giudice di Pace e si allinea alle sentenze della Cassazione.

Si impone a tal punto, a nostro giudizio, una presa di consapevolezza forte ed univoca da parte della amministrazione Tonnara e sulla base di questo noi chiediamo

1)      la immediata sospensione del funzionamento dei photored.

2)      la dichiarazione della nullità delle contravvenzioni  elevate con le apparecchiature photored alla luce delle sentenze tutte afferenti il comune di Amantea

3)      la revoca del contratto con la ditta fornitrice dei photored sulla base della sentenza della Cassazione del marzo scorso che dichiara la nullità delle gare che pagano i servizi resi con le contravvenzioni. Ovviamente la revoca deve essere senza danni per l’ente

Amantea li 10 maggio 2010

                                                                                   Il Presidente

                                                                                  Luigi Rubino