IL COMITATO "RINASCITA E SVILUPPO" RIVENDICA LA "PARI DIGNITA'" PER CAMPORA

   

BASTA VIVERE CON LA TESTA SOTTO LA SABBIA!

Il comitato civico “Rinascita e sviluppo” nasce per venire incontro alla voglia, al desiderio di partecipazione e rappresentanza, di rispetto e considerazione della popolazione camporese. Tale forma di aggregazione sociale nasce dalla improcrastinabile necessità di identificazione tra territorio e cittadini che lo abitano al fine di porre rimedio agli atavici problemi che attanagliano la nostra adorata frazione. E si badi bene che questo non è il risultato di un pensiero basato su un anacronistico campanilismo espresso nei confronti dei nostri vicini amanteani, ma si tratta di un desiderio di sviluppo, di rinascita appunto, volto a spezzare quelle catene che le passate amministrazioni hanno usato per tenerci a bada, rilegati “oltre la galleria”, ad aspettare fiduciosi che qualcosa sarebbe cambiato, che le promesse fatte sarebbero state mantenute. Niente di niente. Quello in cui crediamo, per cui ci impegniamo tutti insieme, non è cercare di realizzare una netta separazione, un comune a sè stante, progetto ormai  solo utopico, in un clima dove le risorse statali sono sempre più scarse; quello che ci proponiamo è abbastanza semplice, logico nel ragionamento  e dovuto nell’attuazione: un’ equa distribuzione delle risorse e dei servizi su entrambi i centri abitati.

L’assunto di base sta nel fatto che, allo stato attuale, Campora e il suo comprensorio non possono più essere considerate una semplice frazione, dove per frazione non si intende solo una suddivisione del territorio, ma un modo di intenderlo, di interpretarlo, di relegarlo ai margini appunto. L’idea che si ha di una frazione è di una zona rupestre, abitata da poche famiglie, dove non è necessario avere una banca, un ufficio postale, un comune e cosi via. A noi, per fortuna, i servizi base  non mancano. Ma abbiamo bisogno di altro.

Il territorio camporese, negli ultimi decenni, ha conosciuto un tasso di crescita demografica straordinario, arrivando a contare una popolazione di 7340 abitanti (fonte: wikipedia) distribuita su un territorio di 6,2 Km2. Quello che importa è che, in un comune con una popolazione totale di 13800, quasi il 50% vive in “frazione”.

Perché ville comunali che ogni sera ospitano un evento, o centri congressi all’avanguardia, lungomari protetti dalle intemperie del tempo  e quant’altro non devono esistere a Campora? Perché è cosi difficile destinare parte dei 984.415,37 euro stanziati per la polizia municipale per dotarci di un vigile che possa regolare il traffico (soprattutto nel periodo estivo) in Corso Italia? Oppure usare i quasi 4 mln di euro destinati alla viabilità e ai trasporti per recuperare strade ormai fatiscenti e inutilizzabili? E perché non usare parte dei 387.700 euro destinati esclusivamente a servire le esigenze estive e turistiche di Amantea? Si potrebbe continuare all’infinito, ma quello che ci preme dire è che noi, al pari di tutti i cittadini del Comune, paghiamo regolarmente le tasse, e giudicando dalla popolazione e dal grande sviluppo produttivo che ha contrassegnato il territorio, la nostra quota, se non superiore, è pari alla metà delle entrate.

Quello che manca, inoltre, è un fondamentale rapporto  con gli amministratori, i quali, oltre che capire e risolvere i tanti problemi, dovrebbero anche essere in grado, ad esempio, di spiegarci perché sul bilancio del 2010 alle voci viabilità, parchi e tutela ambientale, servizi per il commercio ci sono acquisti di immobili pari rispettivamente a 3.800.000, 3.084.000 e 1.800.000. Nessuno mette in dubbio la bontà di queste spese, ma da onesti cittadini vorremmo avere delle delucidazioni su come vengono spesi i nostri soldi. Purtroppo manca la collaborazione ed il confronto tra istituzioni e cittadinanza camporese, come palesemente dimostra il fatto che i nostri rappresentanti non hanno presenziato ad un incontro organizzato da codesto comitato in data 15 giugno 2010 al fine di porre all’attenzione degli stessi le tematiche ed i problemi che il nostro territorio esprime, compreso il degrado in cui versa il litorale camporese con la stagione estiva ormai imminente.

Quello per cui ci mettiamo in gioco, per cui ci battiamo è il riconoscimento (morale, territoriale e fiscale) del nostro paese, della nostra “frazione”; quello in cui speriamo è la partecipazione di tutti, la vostra vicinanza, il vostro appoggio e incoraggiamento. Solo così potremmo guardarci in faccia senza avere alcun tipo di rimpianto.

Il presidente del Comitato Egidio Veltri

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