Salvatore Veltri controreplica e approfondisce la storia recente del torrente Catocastro

   

 

Cari lettori, ancora  una volta abbiamo avuto modo di considerare quando è importante esprimere le proprie opinioni e/o idee in merito alle problematiche  ambientali e quotidiane della cittadina, a interloquire con il mio appello sulla spiaggia di Catocastro, tra i diversi lettori, conoscenti e non, c'è stato il signor F. M. questo ci fa  capire quando la cittadina oggi rispetto a qualche tempo fa è più attenta all'ambiente, anche se preferirei che fosse  più rispettosa  prima che attenta …..... ma questa è un'altra cosa.
Proprio sull'intervento del sig. F.  vorrei spendere due parole, più che giusto la messa in sicurezza delle abitazione e delle realtà produttive già esistenti sul tratto di strada costeggiante il fiume, più che giusto l'intervento dell'abbassamento dell'alveo dello  stesso fiume per impedire un'eventuale esondazione, ma il problema è  un altro il periodo.... - luglio – agosto -settembre, non voglio ribadire cose già dette in merito alle problematiche che questo comporta.
In quando alla rampa di passaggio ha perfettamente ragione, il 1987 anzi indietreggiamo ancora un decennio nel 1977  la spiaggia di Catocastro  nonostante i canneti e i roghi che facevano da filtro agli scarichi della vasca di depurazione il mare assumeva tutti i colori dello sporco, però   verso   nord  tra il  primo pontile di Acquicella e  il pontile del depuratore  c'era un lembo di spiaggia pulita e  acque trasparenti,  raggiungibile attraverso il pontile del depuratore o con qualche acrobazia da sotto il ponte ferroviario questo per un triennio “a mia memoria” e siamo agli anni ottanta, da lì in avanti  le repentine mareggiate l'aumento delle abitazioni e della popolazione ha portato  all'esaurimento le capacità  di contenimento del depuratore pertanto gli scarichi abusivi  a cielo aperto si sono  triplicati, il mare non cambiava colore era di colore marrone perennemente,  e ancora con i primi giorni di luglio ecco arrivare il pecoraio con le sue due o trecento  caprette a fare il bagno nelle acque di Catocastro, poi iniziano a fare i lavori per l'ampliamento del depuratore e  ancora una volta gli scarichi a mare.
Tutto questo ha portato all'isolamento  della spiaggia di Catocastro;  in quel periodo di abbandono sia da parte dell'amministrazione ma anche da parte degli stessi abitanti della frazione forse per convenienza,  proprio sotto  il ponte della ferrovia nasceva una discarica abusiva, calcestruzzi e rifiuti di tutti i generi venivano scaricati  lì,........ proprio dove oggi sono attivi i cantieri di messa in sicurezza.
Gli anni ottantuno/ottantadue  i trasportatori, di questi rifiuti  visto il dislivello creatosi dopo le mareggiate tra il muro di contenimento del fiume e il letto dello stesso, per potere accedere alla discarica con i propri mezzi, costruiscono la prima rampa di discesa per la spiaggia,  non solo per lo scarico ma anche per il carico della sabbia di mare ideale per gli intonaci. 1983/1984 dopo repentini interventi da parte del demanio e delle prime associazioni ambientalistiche territoriali,  dopo gli interventi da parte degli stessi abitanti di Catocastro ormai stanchi e  furibondi dell'esagerazione dell'inopportuna discarica, fanno appello all'amministrazione che prende la posizione di porre il divieto di scarico è ci fu anche un discreto impegno da parte della stessa al fine di fare rispettare tale divieto.
Il mare continua ad avanzare e ritirarsi fino all'ottantasei/ottantasette coprendo alcune schifezze e convogliandone altre. Il pontile che si trova a centocinquanta metri a sud del ponte ferroviario così tanto decantato dal sig. F.M. non era accessibile  da nessuna parte  se non da alcuni terreni privati e coltivati che ancora oggi affacciano su via dogana, pertanto un gruppo di amici e parenti di Catocastro che avevano le barche da pesca stanchi degli spostamenti per le spiagge “marina da chiazza” o per le spiagge “i petritagliatu” hanno ben pensato nell'ottantasette di cementificare per la prima volta quella rampa di inserimento sulle spiagge i “Catucastru” per poter scendere in spiaggia e andare a pescare, direi anche “per fortuna,” perché ancora una volta il mare aveva accentuato il  dislivello tra il letto del fiume e le mura di contenimento nonostante tutto i nostri nonni continuavano ad andare lì a pesca rischiando cadute e rotture d'arto non indifferenti visto  le acrobazie che dovevano fare per arrivare in spiaggia pertanto e tutto questo fino agli anni 92/93 ancora una volta la forza della natura infierisce sotto quel benedetto ponte, ma nonostante tutto la rampa persiste, pertanto definire impropria o illegale quella rampa  e da superficiale visto che da più di vent'anni  viene utilizzata nel bene e nel male e neanche la forza della natura l’ha voluta devastare (diritti acquisiti art.2377 cod.civ.).
Comunque credo che qualcuno sottovaluti l'interesse e le conoscenze di coloro che vivono altrove, che, per alcuni aspetti né sanno più di quelli che vivono sul posto,  rimango dell'idea  anzi  credo che tale incomprensione non sia né buona né cattiva, è che lo scambio di opinioni  va ad integrare le incomprensioni in una visione più ampia in merito all'ammodernamento della cittadina di Amantea evitando il rischio di uno sbilanciamento di fronte ad un'opinione per alcuni aspetti sconclusionata, un diritto asservito e una politica timorosa. Molto probabilmente con la mia recisione ho scritto qualche verità che ha potuto dar fastidio.

Distinti saluti Salvatore Veltri.