IL PARERE DI FRANCESCO ALOE ED ALTRI SULLA FACCENDA "BANDA O MAESTRO?"
riceviamo e pubblichiamo quanto segue

   

Nota della redazione
Come da sempre facciamo, continuiamo a pubblicare ciò che i lettori inviano; ne mai entreremo nel merito, ne censurando, ne dilatando, ne chiosando. I testi sono sempre stati pubblicati integralmente come sono arrivati. Sulla questione e sui rapporti tra le bande, Amantea spera che si ripetano eventi come quello del 24 luglio 2010 che ha visto le tre realtà "Aloe", "Curcio" e "Fiati" accomunate nell'Inno Nazionale.

le precedenti pubblicazioni sull'argomento    01-08-2010    10-08-2010

 

Egr. Redazione, spero tanto che questa nota sia pubblicata perché, caso contrario, ci sentiremmo traditi per tutte le volte che “fotografando la realtà” hai ripetuto parole di speranza e questa non possa essere conclusa dall’azione.

Andando al dunque, leggendo la questione "E' LA BANDA CHE DEVE FAR GRANDE IL MAESTRO O VICEVERSA?", noi vogliamo dire la nostra e non ci limiteremo come Giacomino Monelli (componente di un'altra banda lombarda, e deleghistizzata...) a poche considerazioni, quali: “presumo da ricondursi più o meno direttamente alla Banda "M. Aloe" di Amantea” e “Credo basti a spegnere una insussistente polemica (tra l'altro: da quale pulpito verrebbe la predica!) una semplice massima paesana: QUANNU SI' MARTIJLLU VATTA, QUANNU SI' 'NCUDINE STATTI!!!”.

Non ci limiteremo perché non ci basta a questo punto chiudere l’autogol “andarono per suonare e furono suonati” senza commenti, sarebbe troppo facile, vogliamo far conoscere le vicende che sono dietro a questa azione se no non serve agitare questioni morali o disastri etici nella nostra comunità.

La richiesta di pubblicazione sul sito borgochianura sia delle domande che si poneva “l’umile presidente di una banda di paese del centro Italia” sia del successivo commento di Roberto Ripa, bandista della Lombardia, pubblicata sulla rivista Risveglio Musicale n.3 Maggio – Giugno 2010 che esprimeva solidarietà all’umile presidente è da addebitarsi alla stessa mano, che non sapeva quello che faceva o lo sapeva troppo bene.

Nel primo caso dovrebbe vergognarsi e nel secondo, se davvero crede che si possono far pubblicare altrui scritti per colpire il bersaglio di turno (i maestri “ribellli”) gliene saranno grati i suoi nemici, non i suoi amici… e dovrebbe fare ammenda chi gli ha dato un ruolo. Anche Roberto si ribellò e fu cacciato o fù all’epoca un ammutinamento di altro genere non gradito alle famiglie?

L’intervento di quel discolo di un Monelli, sarebbe servito a rendere pan per focaccia senza l’apertura di altri fronti qualora il direttivo della MA avesse saputo cogliere l’ironia della massima paesana, ma una concezione padronale non può ammettere repliche al pensiero unico e guai a chi osa sfidare il “dominus assoluto”.

Quel che stupisce è la rassegnazione generale, la mancata indignazione degli interessati e di chi conosce le vicende. Un sintomo da non trascurare che fa pensare al prevalere della morale fai da te: è bene solo quello che conviene a me, al mio gruppo, ai miei affiliati. Il bene comune è uscito di scena, espressione ormai antiquata. La stessa verità oggettiva è piegata a criteri di utilità, interessi e convenienza.

La reazione è un atto di arroganza anche nei confronti della dottrina cristiana, quando fa dire al Sindaco nella lettera di ringraziamento, da lui solo firmata o anche estesa? che “E’ solo grazie alla vostra sensibilità e disponibilità che si è potuto garantire la riuscita della manifestazione religiosa”, come se non ci fosse stata la banda, la processione con più alto significato della nostra religione non avrebbe avuto l’esito che ha avuto e nulla valgono i valori non negoziabili che dovrebbero essere la prima preoccupazione dei cattolici.

Gli stessi valori che hanno ispirato la partecipazione delle quattro congregazioni alla processione del “Venerdì Santo”. Perchè lo stesso discorso non vale per le altre due bande “nate dalle costole” della MA e bontà loro “anch’esse di grande valore”? Non ci si dica che altri organizzano la processione!

Quando la mediazione politica è nulla, quando il radicamento e il contatto col territorio vengono considerati secondari, allora succede quanto descriviamo noi. Nessuno si deve sorprendere.

Dobbiamo sorprenderci dell’uso dei locali del Mattatoio Comunale da parte della banda MA in modo esclusivo e gratuito e le altre bande sono a costrette a pagare il fitto per le sale da loro occupate?

Dobbiamo sorprenderci dei contributi erogati in maniera diversa e senza giustificazione delle ragioni di tanto?

Dobbiamo sorprenderci della qualità di molti musicisti delle nuove bande, non a chiacchiere ma con riconoscimenti certi, impegnati anche con altre bande, orchestre ecc. ecc. ecc.?

Dobbiamo sorprenderci della collaborazione delle due nuove bande e la non collaborazione della MA con le stesse?

Dobbiamo sorprenderci della fuga di ben tre assessori comunali in quel di S. Bernardino quando il MAESTRO sale sul podio e li smentisce pubblicamente?

Dobbiamo….?
            Dobbiamo….?    
            Dobbiamo….?

            Quanti e quanti dubbi avremmo da porre, ma le risate ci hanno assalito e chiudiamo dedicando alla vicenda una sonora pernacchia…. musicalmente intonata naturalmente e scusandoci con quanti, veramente, amano la buona musica e contribuiscono positivamente alla crescita sociale e musicale della collettività, partecipando alle attività bandistiche con la pazienza e la disponibilità anche dei loro familiari, li ringraziamo per averci finora rallegrati e per quanto ancora lo faranno in futuro.                 

            Con ogni stima

                                                                                                                      Francesco Aloe ed altri