il SUD: i bisogni primari dei cittadini, la coercitiva politica, le costrizioni
ovvero...la Mappa Mentale dei bisogni coatti
all'origine della sottomissione
di Antonio Cima

   
 

Introduzione (il percorso contro-natura)
Dall'esplosione primordiale del Big Bang lo sviluppo delle forme viventi è avvenuto per aggregazione di particelle fino a costituire organismi complessi che sono entrati in competizione. Durante l'evoluzione si sono sviluppati gl'istinti primari dell'accaparramento finalizzato ad assicurare la sopravvivenza e la perpetuazione della specie.
La forma di vita più intelligente creata dalla natura, l'uomo, con il susseguirsi delle ere, pur mantenendo l'istinto primario della sopraffazione per la sopravvivenza, parallelamente ha sviluppato attitudini alla cooperazione con i propri simili.
Per effetto di questo processo si è costituita una società duale tra autodeterminazione individuale e partecipazione al sociale.
Il rapporto individuo/società si è sviluppato maggiormente nei paesi più evoluti dell'emisfero boreale (o settentrionale o nord) e soprattutto alle latitudini nordiche.
Laddove lo Stato è compiutamente organizzato, fornendo servizi di equità e qualità, i cittadini hanno un forte senso di autodeterminazione per ciò che attiene ai diritti-doveri: ognuno da il giusto per ottenere il giusto e necessario servizio.
Viceversa, negli stati (o regioni) con livelli di servizi inefficienti, i cittadini non sviluppano l'autodeterminazione e si affidano ai rapporti "trasversali" e alle "scorciatoie" per dare soluzione ai loro problemi.

Detto ciò, veniamo alla sostanza e riflettiamo sul mezzogiorno d'Italia e in particolare sulla Calabria
Per i calabresi l'autodeterminazione è diventata un residuo ancestrale tipico degli organi non più utilizzati perchè non più utili al processo evolutivo della specie (come sterno, denti del giudizio, ecc.).
Al posto dell'autodeterminazione abbiamo sviluppato una vasta mappa mentale dei riferimenti utili per tutti i bisogni.
Affiniamo il concetto.
Nei contesti a maggiore autodeterminazione, di fronte al bisogno, i cittadini si attivano in proprio sopportando gli oneri connessi e rivolgendosi ordinariamente alle istituzioni per il riconoscimento dei diritti sociali del pubblico sostegno.
In Calabria (ma possiamo dire anche in tutto il Sud Italia) di fronte a qualunque bisogno (ordinario o straordinario) ci affidiamo alla nostra mappa mentale in cerca del parente/amico/conoscente meglio collocato che, direttamente o per le vie della "provvidenza", possa intercedere nella catena appagatrice del bisogno.
In tale mappa abbiamo registrato tanti nomi, per ogni nome la funzione e il grado, il luogo di lavoro, le sue relazioni e conoscenze istituzionali, i suoi parenti e amici, il quadro delle soluzioni che altri prima di noi hanno individuato.
L'ampiezza della mappa dipende dall'età, dalla famiglia d'origine, dalle condizioni sociali.
Tutti i meridionali ne abbiamo una senza distinzione tra ricchi e poveri, tra colti e ignoranti, tra laureati e analfabeti, tra professionisti e operai, tra gente di mare e di montagna.
La mappa viene ereditata parimenti al patrimonio familiare, ma, mentre il patrimonio può assottigliarsi, la mappa mentale è destinata sempre a crescere.
Nella mappa le relazioni vengono istintivamente raggruppate e classificate i tre grandi categorie divise in sottocategorie:
a) tutto ciò che attiene alla salute (ricoveri, visite, diagnostica, sostegno, ecc.);
b) ogni forma di "carte" da sbrigare (sanzioni, domande di benefici, certificazioni, riconoscimenti, pensioni, ecc.)
c) crescita e futuro dei figli (scuola, attività ludiche, università, concorsi, lavoro, ecc.)
L'uso della mappa non necessita d'insegnamenti, ha un dinamismo spontaneo e naturale come respirare, masticare e ingoiare, urinare, ecc.
Le figure di riferimento prevalenti sono: ovviamente i politici, dirigenti, figure ispettive, addetti tecnico-amministrativi, ecclesiastici, proprietari di grandi strutture ricettive; meglio se amici, ancor più se parenti, e in modo infallibile se compari perchè, si sa, u "San giuvannu" per noi meridionali è al di sopra dell'amicizia e della parentela.
Il fenomeno di cui sopra c'illumina su come funziona la politica che di tali situazioni si nutre portando spesso al potere persone mediocri e senza alcuna competenza e capacità, e spesso di bassa moralità, che hanno l'unico merito di avere un posto di lavoro determinante per i bisogni primari della comunità.
Naturalmente il contesto premia prevalentemente quei dipendenti pubblici meno impegnati visto che il lavoro ricade tutto sulle spalle dei malcapitati colleghi; ma questo sarà argomento di una prossima riflessione.

Antonio Cima