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Introduzione (il percorso contro-natura)
Dall'esplosione primordiale del Big Bang lo sviluppo delle forme
viventi è avvenuto per aggregazione di particelle fino a costituire
organismi complessi che sono entrati in competizione. Durante
l'evoluzione si sono sviluppati gl'istinti primari dell'accaparramento
finalizzato ad assicurare la sopravvivenza e la perpetuazione della
specie.
La forma di vita più intelligente creata dalla natura, l'uomo, con il
susseguirsi delle ere, pur mantenendo l'istinto primario della
sopraffazione per la sopravvivenza, parallelamente ha sviluppato
attitudini alla cooperazione con i propri simili.
Per effetto di questo processo si è costituita una società duale tra
autodeterminazione individuale e partecipazione al sociale.
Il rapporto individuo/società si è sviluppato maggiormente nei paesi più
evoluti dell'emisfero boreale (o settentrionale o nord) e soprattutto
alle latitudini nordiche.
Laddove lo Stato è compiutamente organizzato, fornendo servizi di equità
e qualità, i cittadini hanno un forte senso di autodeterminazione per
ciò che attiene ai diritti-doveri: ognuno da il giusto per ottenere
il giusto e necessario servizio.
Viceversa, negli stati (o regioni) con livelli di servizi inefficienti, i
cittadini non sviluppano l'autodeterminazione e si affidano ai rapporti
"trasversali" e alle "scorciatoie" per dare soluzione ai loro problemi.
Detto ciò, veniamo alla sostanza e riflettiamo sul mezzogiorno
d'Italia e in particolare sulla Calabria
Per i calabresi l'autodeterminazione è diventata un residuo ancestrale
tipico degli organi non più utilizzati perchè non più utili al processo
evolutivo della specie (come sterno, denti del giudizio, ecc.).
Al posto dell'autodeterminazione abbiamo sviluppato una vasta mappa
mentale dei riferimenti utili per tutti i bisogni.
Affiniamo il concetto.
Nei contesti a maggiore autodeterminazione, di fronte al bisogno, i
cittadini si attivano in proprio sopportando gli oneri connessi e
rivolgendosi ordinariamente alle istituzioni per il riconoscimento dei
diritti sociali del pubblico sostegno.
In Calabria (ma possiamo dire anche in tutto il Sud Italia) di fronte a
qualunque bisogno (ordinario o straordinario) ci affidiamo alla nostra
mappa mentale in cerca del parente/amico/conoscente meglio collocato
che, direttamente o per le vie della "provvidenza", possa intercedere
nella catena appagatrice del bisogno.
In tale mappa abbiamo registrato tanti nomi, per ogni nome la funzione e
il grado, il luogo di lavoro, le sue relazioni e conoscenze
istituzionali, i suoi parenti e amici, il quadro delle soluzioni che
altri prima di noi hanno individuato.
L'ampiezza della mappa dipende dall'età, dalla famiglia d'origine, dalle
condizioni sociali.
Tutti i meridionali ne abbiamo una senza distinzione tra ricchi e
poveri, tra colti e ignoranti, tra laureati e analfabeti, tra
professionisti e operai, tra gente di mare e di montagna.
La mappa viene ereditata parimenti al patrimonio familiare, ma, mentre il
patrimonio può assottigliarsi, la mappa mentale è destinata sempre a
crescere.
Nella mappa le relazioni vengono istintivamente raggruppate e classificate i tre grandi
categorie divise in sottocategorie:
a) tutto ciò che attiene alla salute (ricoveri, visite, diagnostica,
sostegno, ecc.);
b) ogni forma di "carte" da sbrigare (sanzioni, domande di benefici,
certificazioni, riconoscimenti, pensioni, ecc.)
c) crescita e futuro dei figli (scuola, attività ludiche, università,
concorsi, lavoro, ecc.)
L'uso della mappa non necessita d'insegnamenti, ha un dinamismo
spontaneo e naturale come respirare, masticare e ingoiare, urinare, ecc.
Le figure di riferimento prevalenti sono: ovviamente i politici,
dirigenti, figure ispettive, addetti tecnico-amministrativi, ecclesiastici, proprietari
di grandi strutture ricettive; meglio se amici, ancor più se parenti, e
in modo infallibile se compari perchè, si sa, u "San giuvannu" per
noi
meridionali è al di sopra dell'amicizia e della parentela.
Il fenomeno di cui sopra c'illumina su come funziona la politica che di
tali situazioni si nutre portando spesso al potere persone mediocri e
senza alcuna competenza e capacità, e
spesso di bassa moralità, che hanno l'unico merito di avere un posto di
lavoro determinante per i bisogni primari della comunità.
Naturalmente il contesto premia prevalentemente quei dipendenti pubblici
meno impegnati visto che il lavoro ricade tutto sulle spalle dei malcapitati colleghi;
ma questo sarà argomento di una prossima
riflessione.
Antonio Cima
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