L'ESTATE AMANTEANA 2010 TRA LUCI ED OMBRE, TRA CONSENSI E POLEMICHE

   
 

Non sono stato presente alla serata teatrale del 29 luglio che tante polemiche ha seminato e non è mia intenzione esprimere alcun parere su ciò che ho letto e sentito.
Sono stato presente alla serata teatrale del 3 agosto su "Mia Martini.." e ho riscontrato un affollata partecipazione; la stessa cosa nella serata del 5 agosto con "Cassandra".
Guai a quella comunità che dovesse avversare o soffocare la libertà d'opinione, anche la più contraria e meno gratificante per chi gestisce la cosa pubblica.
Era, ed è, mia intenzione, per l'estate 2010, evidenziare solo ciò che di buono si riesce ad offrire ai turisti e, perchè no, agli amanteani.
Derogo a quanto mi ero imposto ed accenno ad una riflessione che mi riservo di approfondire a fine estate.
Per essere compiutamente chiaro, e senza equivoci di sorta, premetto che se avessi dovuto decidere io l'estate amanteana l'avrei proposta diversamente. Ma in un paese con sessanta milioni di commissari tecnici della nazionale volete che non vi siano ad Amantea quindicimila (circa) "esperti" di turismo?
Nella vita di una persona, di una famiglia, di una comunità, continuamente coinvolti in fatti cittadini, non sempre è possibile ottenere il massimo, a volte tocca adeguarsi.
Quando ci si trova di fronte ad un evento che meglio doveva svilupparsi, se l'evento non è più possibile orientarlo bisogna sostenerlo per la causa comune.
Accendere i riflettori su ciò che si ritiene sbagliato, esasperare i toni (giusto e liberi di farlo), non potendo ovviare, giova ad Amantea, al turismo, al commercio?
Non sarebbe più prudente attendere che scorra l'estate al meglio possibile e "chiarirsi" a settembre cominciando da subito ad adoperarsi per il futuro?
Quale genitore ad un figlio universitario che va a sostenere un esame importante, avendo consapevolezza che il ragazzo poco ha studiato, gli si scaglia contro rimproverandolo per il poco impegno? Se chiarimento dovrà esserci tra padre e figlio certamente ci sarà dopo l'esame, se non si vuole accrescere l'apprensione del ragazzo pregiudicando ulteriormente l'esito dell'esame.
Se poi sono costretto a farlo dirò che il mio concetto d'accoglienza turistica è nettamente diverso da quello che da sempre viene impostato ad Amantea.
Sintetizzo dicendo che baserei tutto su ciò che il nostro comprensorio offre: cultura, tradizioni, archeologia, natura, linguaggio, forme letterarie, espressioni artistiche, produzione; avvierei un processo di turismo attivo e partecipato portando i villeggianti a contatto con luoghi e artefici del nostro vivere e produrre quotidiano.
Ciò naturalmente presupporrebbe la presenza di amministratori, imprenditori, associazioni, e fors'anche cittadini, consapevoli della impegnativa sfida.
Il diritto al mugugno è cosa giusta, ma forse una riflessione dobbiamo farla tutti; a cominciare dagli imprenditori che in questi giorni hanno alzato il volume del grammofono pur consapevoli della non brillantezza della loro partecipazione fattiva, per finire con quei cittadini che hanno scelto come sport preferito la pallacanestro sostituendo il canestro con il cassonetto della spazzatura e la palla con il sacchetto dei rifiuti.
Antonio Cima

P.S.
una osservazione di parte che mi perdonerete.
Se il sillogismo: successo di uno spettacolo dipende dal numero di persone, per cui "molte persone = molto successo" e "poche persone = poco successo",  mi chiedo, perchè non viene mai sottolineato (DA NESSUNO) che nelle feste di Borgo Chianura (a costi irrisori) folle oceaniche di turisti ed amanteani invadono il centro storico per gustare la pasta e mollica, ascoltare buona musica, ammirare i quadri dei nostri pittori, guardare la mostra di foto, incantarsi alle proiezioni di vecchie e nuove immagini di Amantea e di Amanteani?