Le fatiche sconosciute dei webmaster dei siti per passione

   
 

Ogni giorno miliardi di click introducono sterminate folle di navigatori web nei meandri di milioni di siti.
Il navigatore abituale del web è un soggetto particolare che non sviluppa alcuna forma di gratitudine, di dovere, di contropartita. Muoversi liberamente tra miliardi di pagine e sconfinate informazioni viene percepito come un diritto naturale, come respirare.
La stragrande maggioranza dei navigatori ignora cosa c’è dietro quei testi, loghi, foto, video, canzoni, ecc.
Ma cos’è un sito? Perché ne esistono tanti?
Occorre da subito stabilire due tipi di siti: quelli istituzionali e quelli non istituzionali.
I siti istituzionali sono servizi pubblici che rientrano negli doveri degli enti verso i cittadini; il webmaster è qui un soggetto coinvolto in una logica di lavoro, ignoriamolo.
I siti non istituzionali sono divisi in due: quelli che producono vantaggi e quelli che non producono vantaggi.
Per vantaggio va intesa qualunque forma di convenienza che può essere economica, politica, d’immagine, amministrativa, religiosa, dei rapporti associativi, ecc. Escludiamo anche questi.
Resta il nostro soggetto d'osservazione, ovvero quel webmaster di sito amatoriale che porta avanti tale attività senza nulla ottenere.
Siamo di fronte a una gran parte dei siti esistenti. Escludiamo i social network che sono altra cosa.
Generalmente i siti amatoriali sono di ambito molto circoscritto, quasi sempre orientati su un luogo o addirittura su uno spaccato del luogo: per esempio la squadra di calcio cittadina, un importante evento ricorrente, una frazione.
In tutte le località, anche le più piccole, proliferano svariati siti. Nei comuni come Amantea esistono, in genere, almeno una decina di siti amatoriali.
Anche tra questi occorre distinguere quelli che quotidianamente producono e quelli che nel tempo abbandonano lasciando fermi i contenuti.
Da questa cernita siamo arrivati  a quella categoria di stoici che ogni giorno rincorrono notizie, fatti, eventi, riflessioni, convegni, incontri e si spostano, telefonano, verificano e altro ancora.
Poco importa se ciò che finisce sul sito sia bello o no, sia interessante o no, sia banale o serio, sia utile o superfluo, resti nel tempo o svilisce il giorno dopo, sia perfetto nella forma o lacunoso di accenti e acca.
E poco importa se occorrono tante o poche ore, se si produce o prevale il copia-incolla da altre fonti, se si sta sui fatti o si esterna, se si sta sulle proprie cose o si deborda, se si racconta tutto o viene ignorato qualcosa.
In qualunque situazione operino abbiamo di fronte dei soggetti che hanno il difetto di saper fare qualcosa e di metterla gratuitamente a disposizione degli altri.
Persone in attività permanente, sempre vigili, osservatori, ricercatori,  a ricordare, ad appuntare, a stimolare, a mostrare e raccontare aspetti, eventi, accadimenti del territorio.
Persone che si appassionano alla vita sociale e la interpretano e cercano di narrarla, documentarla.
E spesso devono valutare e qualche volta decidere.
E’ questo essere chiamato webmaster, che tranne rari casi opera in completa solitudine, un uomo pervaso dalla sindrome del fornaio: sa che ogni mattino la gente chiede il pane fresco di giornata.
Chi compra il pane di farina vede la fatica del fornaio e lo sostiene.
Chi entra nel negozio cibernetico prende il pane digitale fresco senza mai vedere, ne sapere, ne immaginare le fatiche del fornaio che sta già attivandosi per il pane del giorno dopo; e così tutti i giorni, anche a Pasqua, Natale e Capodanno, alle domeniche e in tutte le feste comandate.
Categoria di “eroi” senza gloria, che...no...non sono eroi ma solo persone normali che danno quel che possono, in un’epoca in cui tutti pretendono soltanto.
Antonio Cima