PER IL TG3 CALABRIA AMANTEA NON ESISTE

   
 

Da assiduo telespettatore del Tg3 Calabria non ho potuto non notare, per tutta l’estate 2010, l'indecenza riservata ad Amantea completamente oscurata dalle notizie che prolissamente sono state dedicate a tutte le altre località, importanti e non, nella calda stagione calabrese.
Ogni giorno gran parte del telegiornale dedicata ai luoghi e alle manifestazioni: d’accordo Tropea, Altomonte, Roccella, Soverato, Scilla, ecc., ma anche per borghi e luoghi sconosciuti, per paesini che, con tutto il rispetto, sono ben lontani della valenza di Amantea.
Tanti servizi a raccontare di teatro, cinema, musica, arte, sagre, ma anche di corse d’asini, della sardella, della premiazione del più anziano emigrante, della patata più  rotonda, della mela più rossa, della centenaria arzilla, ecc. ecc.
Eppure dal programma estivo di Amantea qualche spunto lo potevano anche rilevare gli addetti Rai: in misura maggiore la notte bianca, qualche evento teatrale, un concerto di Jazz, lo straordinario incontro con Carmine Abate che nella precedente stagione è stato considerato l’evento clou della rassegna teatrale di Altomonte, e perché no qualche sagra di Amantea-Campora (visto ciò che è stato mandato in onda).
L’aria che tirava, da parte della Rai di Cosenza nei confronti di Amantea, la si era percepita già in quell’indefinibile servizio d’inizio luglio. Amantea è stata presentata, in quella circostanza, come un luogo alla disperazione, abbandonato da Dio e dagli uomini, un luogo da cui fuggire. Nel servizio citato la navigata giornalista della Rai, mostrando tra l'altro una inaspettata ignoranza geografica del territorio nel definire Amantea un paesino di 5000 abitanti (Amantea da tutti e da sempre e ampiamente conosciuta come uno dei comuni più grandi e più importanti della provincia), è andata a spulciare unicamente situazioni negative, seppur vere, ma assolutamente minoritarie rispetto ad altre realtà di eccellenza, di buon livello, di discreta qualità, di sufficiente gradimento. Con maggiore accortezza e dovuta professionalità avrebbe potuto spaziare nel vasto panorama dell'offerta turistica di Amantea.
So bene che il dinamismo degli amministratori "aiuta" la visibilità dei luoghi; evidentemente i nostri sono stati "in ferie".
Mi rammarica il silenzio del poco visibile Sindaco, della evanescente Giunta (tranne il dinamismo di qualcuno), mi rammarica la distrazione di tutti quelli che qualcosa potrebbero fare ma che niente fanno, e mi rammarica dover sostenere in solitario il ruolo di Don Chisciotte, senza neanche il sostegno di un Sancio Pancia, senza la presenza del barbiere e del curato, e senza la cara Dulcinea del Toboso a confortar l’umore.
Ma chi vuole bene al luogo in cui vive questo fa, e quest'io faccio..non ancora per molto.
Antonio Cima