poesia giovanile del 1975 di Franco Danese, amanteano emigrato in Argentina da 50 anni

   
                                     IL  RIBELLE
In  quel tempo..... (come  in  tutti  i  tempi..)
i  potenti, gli  opportunisti e  gli  avventurieri,
dominavano -a  loro  piacere,- il  mondo  intero...
Non  solamente  erano  i  piu'  quotati  ed apprezzati,
ma  anche  i  piu' vanitosi   e  prepotenti.
La  loro  vita  era  un  circo equestre  d'allegria... 
ed  il loro  dio ,l'unico che  legalmente aveva  diritto d'esistere.....
allietava tranquillamente  i  loro  cuori
e  preparava,  loro, pomposi divani  nell'alto dell'olimpo.
Pero', allora, arrivo'  "il  Ribelle" che  disse:
"Beati  i  poveri".
 
In  quel  tempo (come  in  tutti  i  tempi..)
comandavano  gli  astuti........
Quelli che  dipingevano la  bugia  con  colori  differenti,
quelli  che  vendevano la  loro  patria  per  quattro  soldi  sporchi,
quelli  che  presentavano  migliori  ragioni  all'ora  di  svainare  la  spada.
Pero',  allora,  arrivo'  "il  Ribelle" che  disse:
" Beati  i  pii" ".
 
In  quel tempo (come  in  tutti  i  tempi...)
le  lagrime non  tenevano prezzo  nel  mercato..
e  la  bugia  era  piu'  importante  della  verita';
lo  stomaco  pieno era  la  stessa  sostanza  del  cielo.
Pero', allora,  arrivo' "il  Ribelle"  che  disse:
" Beati  quelli  che  piangono" .
 
In  quel  tempo (come  in  tutti  i  tempi..)
la  parola  "giustizia"  suonava  bene  nei  discorsi...
e  solo  era  delitto quando  colui  che  la  usava  non  era  il  potente,
e  gli  uomini deboli.....derisi  e calpestati....
soffrivano,  impotenti, le amare imposizioni ..... 
con  rassegnazione  speravano migliori condizioni 
che  mai  venivano...anche  se  promesse  in  varie  occasioni.
Pero',  allora,  arrivo' "il  Ribelle" che  disse:
" Beati  quelli  che  hanno  fame  e  sete  di  giustizia".
 
In  quel  tempo (come in  tutti i  tempi...)
il  cuore  era  un  frutto  che -di  certo-  doveva  servire  a qualcosa....
Amare era  un  gioco che -da  bambini- insegnava  agli  uomini 
quello  che  piu'  tardi darebbe,  loro,  la  rigorosa obbligazione di  vergognarsi,
perche'  "la  guerra  e'  la  guerra" ed  i  "negozi son  negozi"..................
Pero',  allora,  arrivo'  "il  Ribelle"  che  disse:
" Beati  i  misericordiosi".
 
In  quel  tempo (come  in  tutti  i  tempi..)
il prestigio  d'un  uomo  si  misurava  per  la  sua  fama  di  conquistatore..
chi ingannava a  mille.... valeva  piu'  di  mille....
il  danaro  valeva  tanto  come  il  numero  di  trampe  per  conseguirlo.
Pero',  allora,  arrivo'  "il  Ribelle"  che  disse:
"Beati  gli  onesti".
 
In  quel  tempo  (come  in  tutti  i  tempi..)
un  uomo  con  un'arma  era  tutto  un  intoccabile,,,
e  gli  spadaccini contavano colle  prime  preferenze,
tenendo  diritto  alle  migliori  ricompense...
dimenticando  facilmente  le  altrui  sofferenze....
Pero',  allora,  arrivo'  "il  Ribelle"  che  disse:
" Beati  i  pacifici".
 
In  quel  tempo (come  in  tutti  i  tempi..)
la  legge  suprema...erano  gli  ordini  dei  piu'  forti....
si  doveva  proteggere  la  felicita'  dei  felici..
mentre gli  infelici erano obbligati  al  carcere  o alla miseria.
Pero',  allora,  arrivo'  "il  Ribelle"  che  disse:
" Beati  quelli che  soffrono  persecuzioni  per  la  giustizia".
 
.....E  quando  "il  RIBELLE" termino'  di parlare.............
si  fece  un  minuto (solamente  un  minuto)  di  silenzio.
I  potenti, gli  astuti, i  demagogi,
i  malvaggi, i  disonesti, i  violenti  ed  altri  uguali  amici...
s'affrettarono  ad  eloggiare  le  parole  del "Ribelle",
mentre  i  poveri, i  pii, i  sofferenti, gli  affamati,
i  misericordiosi,  gli  onesti,  i  pacifici  ed  i  perseguitati,
pensarono  che,  forse,  "il  RIBELLE" era  un  pazzo.-----
 
Franco  Danese  (Nov.1975)