Vincenzo Facchinieri riflette sull'ordine pubblico ad Amantea

   
 

Carissimo Antonio Cima, pur inchiodato a letto con la gamba destra gessata a causa di una frattura al perone, non posso esimermi dall'esprimere un pensiero su ciò che mi è stato raccontato oggi da un mio nipote. Sono venuto a sapere che una Forza di Polizia locale si è messa a fermare tutto e tutti sul lungomare, elevando svariate contravvenzioni.
Bene, lei sa benissimo il lavoro che faccio e del forte senso di legalità che possiedo, ma mi chiedo: è mai possibile che la legalità, appunto, si debba somministrare a singhiozzo? Perché nel nostro bel paese vi sono periodi in cui puoi fare quello che vuoi (girare in moto senza casco; in macchina senza cintura di sicurezza; parcheggiare su corso margherita in doppia fila; prendere contro mano una via a senso unico eccetera) ed in altri periodi, devo dire molto brevi, ci si accanisce contro l'utente in maniera smisurata? Sinceramente non riuscirò mai a capirlo. Io credo che la coerenza sia alla base di tutto, coerenza che si manifesta, quindi, giorno dopo giorno, offrendo soprattutto l'esempio.
Una possibile ricetta: partendo dal presupposto che si può fare affidamento su ben quattro Forze di Polizia (Polizia Stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale), perché non si pianificano a monte i servizi preventivi tra costoro? Con orari che tengono conto non delle esigenze personali bensì dell'effettivo bisogno del controllo del territorio? Mi spiego. Se viene svolto da parte di una delle citate Forze di Polizia un servizio sul lungomare della durata di un'ora, e al termine di questa ne subentra un'altra e così via, non avremo avuto alla fine della giornata la presenza dello Stato per almeno 4 ore complessive? Ecco, qui s'introduce un altro aspetto del fare legalità: la costante presenza che non può non ingenerare nel cittadino, l'abitudine al rispetto della legge, poiché conscio che girato l'angolo e a qualunque ora, si trova chi la legge è deputato a farla rispettare.
Oggi, invece, si constata che determinati servizi si attuano in un arco temporale ben distinto, passato il quale si ritorna alla legge della giungla. Perché l'Amministrazione Comunale non pubblicizza la legalità? Di mezzi ce ne sono per farlo: manifesti, pubblicità alle radio ed altro. Così bisognerebbe iniziare, avvisando la gente che in questo Paese si intende fare sul serio, e non a giorni alterni.

Distinti saluti. Vincenzo Facchinieri