AMANTEA  IMMAGINI - I SIMBOLI DEL LUTTO NELLE ABITUDINI POPOLANE
COME ERAVAMO E COME, MENO MALE, NON SIAMO PIU'

    

SPACCATO DI UN COSTUME SOCIALE CHE PER MOLTO TEMPO HA RAPPRESENTATO I SENTIMENTI DEGLI AMANTEANI
So che un radicato pregiudizio sull'argomento, e una persistente superstizione
, induce alla rimozione di argomenti sui trapassi. Chi pensa di aver superato tale condizionamento continui a leggere altrimenti può uscire dalla pagina dedicandosi ad altro.
Da qualche anno, ormai, le abitudini in materia sono notevolmente cambiate. Sono praticamente scomparsi tutti gli elementi identificativi del lutto di famiglia o di parentela. Solo persone anziane, e in prevalenza di aree rurali, continuano a perseverare i vecchi costumi indossando gli abiti del lutto e praticando comportamenti in continuità con la tradizione. Già da qualche decennio erano scomparsi i segni sulle abitazioni pur continuando le abitudini degli abiti. Le foto contenute in questa pagina raffigurano buona parte dei segni identificativi del lutto. Per consentire ai più giovani, e a chi proviene da altre realtà sociali, una più chiara comprensione del fenomeno, vengono elencati i vari segni del lutto ereditati da un passato molto lontano.
I numerosi elementi del lutto avevano un consistenza diversificata in relazione alla gravità del lutto stesso e al grado di parentela; il colore, ovviamente, era nero.
sulle strutture: a) fascia sulla porta di casa con vernice o con stoffa; b) fascia sugli stipiti della porta; c) pitturazione in nero dell'architrave della porta (specie ad arco);d) per i proprietari di barche striscia sulla parte alta della fiancata per tutto il perimetro della barca.
Uomo adulto: a) cravatta; b) fascetta su tutti gli indumenti: cappotto, giubbotto, giacca, maglia, camicia; c) bottone sull'indumento più esterno indossato; d) fascia al braccio sinistro su giacca e cappotto; e) cappello/coppola; f) camicia nera (a volte); g) fazzoletti con bordo nero (solo per pochi facoltosi).
ragazzi post adolescenza: a) bottone su indumento più esterno indossato.
ragazze post adolescenza: a) camicetta; b) maglia.
donne sposate: a) cappotto; b) maglia pesante; c) maglietta; d) camicetta; e) gonna; f) abito lungo; g) calze; h) scialle; i) sciarpa; l) velo; m) medaglione con foto portato in evidenza all'esterno degli abiti.
Tutti i giovani in età pre-adolescenziale erano esonerati da tale gravame. Una donna ultima nata in una famiglia numerosa, e magari con vasto parentato, dopo i 50 anni, praticamente, vestiva quasi sempre di nero.
APPROVIGIONAMENTO ABITI
i più facoltosi e con pochi componenti il nucleo familiare compravano i nuovi vestiti strettamente necessari; i meno facoltosi, ancor più nelle famiglie numerose, tingevano di nero gli abiti essenziali facendoli bollire in grandi pentoloni.
COMPORTAMENTI:
a) lo strazio delle donne: madri, figlie, sorelle, mogli del defunto/a (molto di meno gli altri gradi di parentela) dovevano dimostrare un atteggiamento di strazio consistente in: sciogliere i capelli e con le mani afferrarli con disperazione strappandone un po; battersi  le gambe al di sopra del ginocchio chinandosi in avanti; battersi il volto scuotendo il busto lateralmente a destra e sinistra più velocemente la testa nella stessa direzione; graffiarsi il volto fino al sanguinamento; cantilena di commemorazione ora lenta, ora gridata, ora sottovoce, ora acuta in relazione alla quantità di persone presenzi in casa. Gli abiti del lutto venivano dismessi con gradualità a partire da quelli più impegnativi e procedendo fino ai meno rilevanti; in questo processo, per le più anziane e le più prossime al defunto, il nero veniva gradualmente sostituito da colori in tonalità scura (blu o il viola) per poi passare, comunque, a colori non appariscenti.
b) periodo di osservanza: sia sulle strutture che per gli abiti indossati dipendeva dalla gravità del lutto e dal grado di parentela. I giovani erano sollevati velocemente dalla incombenza; maggiore era l'età e il vincolo di parentela tanto più si protraeva l'obbligo. I vari riferimenti temporali erano: 1 mese, 3 mesi, 6 mesi, 1 anno, 2 anni. In alcuni casi, per donne più anziane, durava molti anni o, a volte, per sempre.
c) in casa: per periodi più o meno consistenti radio spenta e coperta, televisione spenta e coperta, eliminazione di ogni tipo di festeggiamento.
d) fuori casa: per un periodo variabile evitare coinvolgimenti basati sul divertimento: matrimoni, promesse, battesimi, compleanni, balli, feste di piazza, cantina, ecc.
e) i maschi più avanti negli anni tenevano la barba incolta per una o due settimane.
Concludo ribadendo che il coinvolgimento, nei modi e nei tempi, dipendeva dal grado di parentela e dalla gravità del lutto.

OGGI NON E' PIU' POSSIBILE VEDERE QUELLO CHE SI VEDE NELLE FOTO CHE SEGUONO
anni 40 - sull'anta della porta del locale la fascia nera del lutto
1948 - striscia nera sulla camicia
anni 50 - sullo stipite della porta del locale la fascia nera del lutto
anni 50 - la terza porta a sinistra: fascia sullo stipite e fascia sulla porta
inizi anni 50 - l'importanza della cravatta è tale che anche un ragazzo (in basso sulla sinistra) la porta insieme
alla immancabile striscia sulla giacca

anni 50 - manifestazione di piazza con più persone che portano il lutto. Si osservi il secondo a sinistra con cravatta nera. Sullo sfondo di sinistra uno con cravatta, fascetta al bavero e coppola. Teniamo presente che la cravatta nera non è mai stata utilizzata per accrescere l'eleganza ma esclusivamente per lutto.
anni 50 - questa foto rappresenta una significativa casistica; il secondo a sinistra porta una minuscola fascetta sul bavero e, dietro, uno porta la cravatta nera. Un gruppo parentale di 3 fratelli-cognati (a destra) porta la cravatta nera e la fascetta sul bavero; si noti che quello sulla destra (in seconda fila) ha la cravatta nera, ma non ha la camicia; un lutto significativo richiedeva la cravatta e spesso la si portava sopra una maglia (nella foto è un corpetto tipo marinai) e a volte addirittura sopra una maglia con collo alto (tipo dolce vita).
anni 50 - gruppo di emigranti amanteani in venezuela; il secondo a destra, anche in terra straniera,
rispetta la tradizione portando la fascetta nera sul bavero della giacca.
anni 50 - il pescatore seduto sotto la tenda porta la fascetta nera addirittura cucita sulla maglia della salute.
(per i pescatori la maglia della salute aveva due scopi protettivi: dal freddo d'inverno e dal caldo d'estate (asciugando i sudori).
anni 50 - un raro caso di donna che porta la fascetta nera sul vestito;
si presume un lutto di lontana parentela o di una vecchia nonna.
anni 50 - ambito della media borghesia amanteana; il secondo a destra osserva il lutto con bottone nero sul bavero della giacca.
fine anni 50 - la persona a sinistra con ampia fascetta nera sul bavero
fine anni 50 - anche sul vestito da show  la fascetta nera del lutto
fine anni 50 - insegnate completamente vestita di nero
(a dimostrazione che non era un fenomeno esclusivamente popolano delle classi meno abbienti e meno istruite)

anni 60 - ai lati due con il bottone e sulla destra più persone con cravatta nera
anni 60 - striscia nera sulla camicia a quadri
 
anni 60 - gruppo emigranti a Genova - le due donne a sinistra con il medaglione.
Si osservi che una è tutta in nero, l'altra la sola maglia esterna.
Non riferendoci alla presente foto, per una caso del genere si può ipotizzare
per la prima un rapporto figlia-sorella e per la seconda un rapporto nuora-cognata
anni 60 - le donne anziane tutte in nero a conferma della considerazione che dopo i 50 anni
raramente le donne vestivano senza lutto.
anni 60 - oltre all'intero abbigliamento nero notare il rivestimento dell'orlo delle scarpe in nero  
fine anni 60 - la signora in primo piano, tutta in nero, porta un medaglione che, come tradizione vuole,
 non è alloggiato all'interno degli abiti, ma posto in evidenza. Presumibilmente anche la ragazza al centro
in fondo ha un medaglione; ciò si deduce dal fatto che le normali catenine non sono poste mai in evidenza.
anni 70 - la barca con la striscia nera per tutto il perimetro
1972 - sulla sinistra donna completamente ammantata di nero e uomini con bottone e cravatta nera
anni 70 - fino a quegli anni le donne anziane in prevalenza vestivano sempre in nero
metà anni 70 - le due signore anziane, pur mostrando colori vistosi, non dismettono il nero rappresentato
dal grembiule (sinalu) che le accompagnerà per il resto della vita
fine 80 - donne in completo nero
 

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