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AMANTEA
IMMAGINI - ERA PEGGIO...MA...FORSE |
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La finalità del sito, fin
dalla sua nascita, è la divulgazione di foto e composizioni letterarie
popolane per consentire ai lettori/visitatori la visione di tutto ciò
che riguarda Amantea, del suo passato e della quotidianità corrente. Il
metodo scelto è quello di un equilibrato distacco narrativo, senza
condizionamenti, senza nostalgie, senza messaggi da comunicare. |
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GIOCHI DI STRADA -
fino agli anni 70 venivano praticati numerosi giochi di strada anche per
gli adulti (fonde, pezza i casu, bocce, albero della cuccagna, tombola,
ecc.). Le foto che seguono ne rappresentano alcuni che sinteticamente
vengono illustrati. |
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foto sotto: 1965 Rocco Magnone (u jommiru) -
gioco delle fonde![]() foto sotto: anni 70 Antonio Facchineri - gioco delle bocce ![]() foto sotto: anni 70 Albero della cuccagna ![]() |
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CAPELLI PIEGHETTATI - sono rappresentate le sorelle Gagliardi. I loro capelli avevano di natura quel tipo di ondulazione. Fino alla meta degli anni 60 le ragazze con i capelli lisci ambivano avere tale ondulazione; per ottenerla, dopo aver pettinato i capelli, si spalmavano olio sulle dita e li premevano con forza sulla scatola cranica fino ad ottenere una pieghettatura accettabile. |
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DISINFESTAZIONE
- fino alla fine degli anni 60 le abitazione e le strutture pubbliche venivano
periodicamente disinfestate con DDT da operatori della sanità che arrivavano con i
loro strumenti, operavano e poi segnavano la data a ridosso
dell'ingresso. Tale data costituiva una specie di ricevuta dell'avvenuta
operazione. Venivano usati contenitori come le attuali bombole del gas o
delle stesse dimensioni ma a forma di parallelepipedo,
con un'asta a stantuffo che veniva azionata nel recipiente per creare la pressione che
tramite un tubo e un beccuccio spruzzava un liquido nebulizzato. |
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LE RISERVE PER NATALE - oggi è possibile avere qualunque prodotto alimentare in qualsiasi momento dell'anno, o quasi. Non era, ovviamente, cosi fino a qualche decennio fa. La ristrettezza alimentare veniva accettata e sopportata come normale condizione di vita per tutti i giorni dell'anno tranne che per le ricorrenze da ricordare. La ricorrenza più significativa era il Natale; tale festa rappresentava un agognato riscatto e una necessaria compensazione alle privazioni del resto dell'anno. A tal fine le famiglie si organizzavano per conservare quei prodotti fuori stagione da consumare durante le feste. i prodotti preservati erano diversi: melone, mele piccole di montagna, pomodori "a campaniellu", noci, ecc. Ogni prodotto andava conservato con modalità e in ambienti diversi. Nella foto si vede una parete completamente occupata da meloni avvolti in una rete e appesi ad un chiodo. |
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A CUNTRURA - la controra è un termine
usato solo nel meridione e
definisce le prime ore pomeridiane estive
(dalle 13 alle 16) che sono le più calde del giorno e procurano
spossatezza, sonnolenza e necessitano di frescura ristoratrice. Fino a quando il borgo antico
di Amantea è stato abitato
(anni 70) si poteva assistere quotidianamente, nei vicoli, alla presenza
di persone disposte in modo da poter beneficiare dei rifoli d'aria
fresca portati dal Maestrale che spirando da ovest attraversa i vicoli
rinfrescandoli. La prima foto mostra tre anziani intenti nel riposino;
la seconda foto mostra una famiglia che svolge un'attività domestica. |
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SVAGO ESTIVO - gli
effetti sociali, e le conseguenti libertà relazionali, iniziate con i
movimenti politici del 68 e proseguite con le contestazioni giovanili degli anni
70 sono approdate negli anni 90 e velocemente si sono ampliate e
consolidate. Uno degli aspetti fondamentali era costituita dalla
emancipazione femminile costretta da pregiudizi e provincialismo. Fino
agli anni 70, ma anche per buona parte degli anni 80, salvo minoranze
privilegiate, lo svago estivo era vissuto quasi esclusivamente dai
maschi, in gruppi più o meno estesi, quasi sempre privi di presenze
femminili. In assenza di mezzi e strutture
idonei ad attività di svago giovanile, il divertimento consisteva
in: giochi di spiaggia, gite in barche agli
scogli di isca, tuffi, patelle. Va ricordato il 21 luglio
quale "u juornu ci ciuoti"; in tale giorno bisognava essere trasgressivi
facendo qualcosa di strano (tuffarsi vestito, imbrattarsi di sabbia in
gruppo, vestirsi con gli indumenti vecchi che i pescatori lasciavano
sulle barche, ecc.). |
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ANNI 70 - Dopo i movimenti politici del 68 si affacciarono nuove forme di aggregazione sociale, contestazione ed emancipazione. I simboli di questi nuovi tempi erano: la minigonna, i capelli lunghi e l'abbigliamento a fiori. Nelle foto che seguono è ben rappresentato questo momento storico che tanto aveva fatto sperare. |
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AVERE UNA FOTO: tra le innumerevoli semplificazioni, opportunità
e pigrizie
tecnologiche, oggi, le attività correlate ad immagini e suoni sono di
gran lunga le più facilitate. Sopratutto la potenzialità di fotocamere
digitali e telefonini consente risultati inimmaginabili fino a qualche
anno fa. Questa pagina invita alla riflessione le generazioni nate nel
periodo di overdose digitale. Per avere una foto fino agli anni 70
occorrevano: a) un evento motivazionale, b) una buona volontà, c) una
virtuosa pazienza. |
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1956![]() |
1957![]() |
1965![]() |
1966![]() |
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1964![]() |
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MONETE E CONFETTI:
fino agli anni 70 era uso, davanti alla chiesa, lanciare in augurio agli
sposi, confetti mischiate a monete (5 e 10 lire). Alla forsennata
raccolta poteva partecipare chiunque. L'attesa era snervante
accompagnata da una continua valutazione sul gradino di appostamento da
occupare inizialmente. |
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inizi anni 60![]() |
fine anni 60 |
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PROCURARSI L'ACQUA: fino alla fine degli anni 70, e in modo
più pesante nei decenni precedenti, per buona parte delle famiglie (e
per quasi tutte quelle povere), procurarsi l'acqua era una faccenda onerosissima. Pochi avevano l'acqua in casa e non sempre vicina una
fontana pubblica alla quale attingere. Le metodologie erano: |
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1964![]() |
fine anni 60![]() |
1946![]() |
fine anni 70![]() |
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SBERRARI: fino alla
fine degli anni 60, e un po oltre, era abitudine diffusa, nei ragazzi
delle famiglie meno abbienti, andar per orti a sberrari. Questo
termine romantico altro non vuol dire che "rubacchiare frutta di
stagione". Al di la della reale carenza familiare che induceva
nel
gesto, si trattava di un vero e proprio rito simbiotico con i cicli
stagionali che dettavano l'avanzare del tempo e proiettavano nel futuro:
ad aprile le ciliegie, a maggio le nespole, a giugno "i primijuri", a
luglio i fichi, in agosto le more nere, a settembre l'uva, a ottobre
cachi, melograni e noci, in inverno gli agrumi. Come si vede dalle foto
i gesti erano di rispettoso contatto con le piante tanto da indurre chi
scrive a
sostituire il verbo rubacchiare con l'espressione "piluccare
compostamente"
che, forse, è più appropriata. |
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1967![]() |
1967![]() |
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