AMANTEA  IMMAGINI  -  ERA PEGGIO...MA...FORSE
Spaccati della vita ordinaria fino a qualche decennio fa
- pubblicazione pagina ottobre 2008

    

La finalità del sito, fin dalla sua nascita, è la divulgazione di foto e composizioni letterarie popolane per consentire ai lettori/visitatori la visione di tutto ciò che riguarda Amantea, del suo passato e della quotidianità corrente. Il metodo scelto è quello di un equilibrato distacco narrativo, senza condizionamenti, senza nostalgie, senza messaggi da comunicare.
Questa pagina, pur mantenendo il metodo fin qui adottato, vuole semplicemente FAR RIFLETTERE. Far riflettere soprattutto le nuove generazioni nate e cresciute nell'opulenza consumistica, ossessionate dal digitale, dalle veline, senza stimoli (loro malgrado) alla analisi e alla introspezione.
Le situazioni di seguito narrate non riguardavano tutta la popolazione, ma gran parte delle famiglie indigenti per le quali sbarcare il lunario era un affanno quotidiano.

GIOCHI DI STRADA - fino agli anni 70 venivano praticati numerosi giochi di strada anche per gli adulti (fonde, pezza i casu, bocce, albero della cuccagna, tombola, ecc.). Le foto che seguono ne rappresentano alcuni che sinteticamente vengono illustrati.
La prima foto le "fonde": più partecipanti versavano una posta che veniva collocata nella buca centrale delle cinque fatte a terra in un diametro di mezzo metro; si effettuava "u tuoccu" e cominciava il gioco il primo lanciando una palla di ferro cercando di depositarla in un buca; se la palla finiva nella buca centrale il giocatore prendeva tutto e si ripartiva con un nuovo giro; se la palla finiva in una buca laterale il giocatore prendeva la sua posta; si proseguiva a rotazione fino ad esaurimento del monte premio.
La seconda foto indica il gioco delle bocce, che non richiede spiegazioni; la caratteristica consisteva nell'approntare campi di fortuna ovunque. Il gioco è naturalmente ancora praticato, ma in strutture idonee.
La terza foto indica "l'albero della cuccagna"; su un palo fissato nella strada opportunamente ingrassato veniva fissato in alto la posta in palio; si gareggiava a squadre cercando di arrivare in alto ed afferrare la posta; i tentativi erano temporizzati; si procedeva fino a che qualcuno non riuscisse nel tentativo.

foto sotto: 1965 Rocco Magnone (u jommiru) - gioco delle fonde

foto sotto: anni 70 Antonio Facchineri - gioco delle bocce

foto sotto: anni 70 Albero della cuccagna

CAPELLI PIEGHETTATI - sono rappresentate le sorelle Gagliardi. I loro capelli avevano di natura quel tipo di ondulazione. Fino alla meta degli anni 60 le ragazze con i capelli lisci ambivano avere tale ondulazione; per ottenerla, dopo aver pettinato i capelli, si spalmavano olio sulle dita e li premevano con forza sulla scatola cranica fino ad ottenere una pieghettatura accettabile.

DISINFESTAZIONE - fino alla fine degli anni 60 le abitazione e le strutture pubbliche venivano periodicamente disinfestate con DDT da operatori della sanità che arrivavano con i loro strumenti, operavano e poi segnavano la data a ridosso dell'ingresso. Tale data costituiva una specie di ricevuta dell'avvenuta operazione. Venivano usati contenitori come le attuali bombole del gas o delle stesse dimensioni ma a forma di parallelepipedo, con un'asta a stantuffo che veniva azionata nel recipiente per creare la pressione che tramite un tubo e un beccuccio spruzzava un liquido nebulizzato.
La foto rappresenta la clinica Scaramella con la molto evidente data di disinfestazione; la persona con il camice bianco è l'infermiere Orlando Cavallo.
Per saperne di più sul DDT vedere su http://it.wikipedia.org/wiki/Dicloro_difenil_tricloroetano

LE RISERVE PER NATALE - oggi è possibile avere qualunque prodotto alimentare in qualsiasi momento dell'anno, o quasi. Non era, ovviamente, cosi fino a qualche decennio fa. La ristrettezza alimentare veniva accettata e sopportata come normale condizione di vita per tutti i giorni dell'anno tranne che per le ricorrenze da ricordare. La ricorrenza più significativa era il Natale; tale festa rappresentava un agognato riscatto e una necessaria compensazione alle privazioni del resto dell'anno. A tal fine le famiglie si organizzavano per conservare quei prodotti fuori stagione da consumare durante le feste. i prodotti preservati erano diversi: melone, mele piccole di montagna, pomodori "a campaniellu", noci, ecc. Ogni prodotto andava conservato con modalità e in ambienti diversi. Nella foto si vede una parete completamente occupata da meloni avvolti in una rete e appesi ad un chiodo.

A CUNTRURA - la controra è un termine usato solo nel meridione e definisce le prime ore pomeridiane estive (dalle 13 alle 16) che sono le più calde del giorno e procurano spossatezza, sonnolenza e necessitano di frescura ristoratrice. Fino a quando il borgo antico di Amantea è stato abitato (anni 70) si poteva assistere quotidianamente, nei vicoli, alla presenza di persone disposte in modo da poter beneficiare dei rifoli d'aria fresca portati dal Maestrale che spirando da ovest attraversa i vicoli rinfrescandoli. La prima foto mostra tre anziani intenti nel riposino; la seconda foto mostra una famiglia che svolge un'attività domestica.
Il vicolo più fresco tra i tanti esistenti era, ed è, quello adiacente al largo Rina lato ovest (chiamato "u strittu da Rina") ove non batte il sole e vi confluisce gran quantità d'aria portata dal Maestrale.
Al termine controra può essere associato, più o meno, la siesta messicana.

SVAGO ESTIVO - gli effetti sociali, e le conseguenti libertà relazionali, iniziate con i movimenti politici del 68 e proseguite con le contestazioni giovanili degli anni 70 sono approdate negli anni 90 e velocemente si sono ampliate e consolidate. Uno degli aspetti fondamentali era costituita dalla emancipazione femminile costretta da pregiudizi e provincialismo. Fino agli anni 70, ma anche per buona parte degli anni 80, salvo minoranze privilegiate, lo svago estivo era vissuto quasi esclusivamente dai maschi, in gruppi più o meno estesi, quasi sempre privi di presenze femminili. In assenza di mezzi e strutture idonei ad attività di svago giovanile, il divertimento  consisteva in: giochi di spiaggia, gite in barche agli scogli di isca, tuffi, patelle. Va ricordato il 21 luglio quale "u juornu ci ciuoti"; in tale giorno bisognava essere trasgressivi facendo qualcosa di strano (tuffarsi vestito, imbrattarsi di sabbia in gruppo, vestirsi con gli indumenti vecchi che i pescatori lasciavano sulle barche, ecc.).
Alle carenze dei tempi, per chi viveva nel borgo antico, si sommava l'incombenza di dover rientrare a piedi, via Pantalia, dalla spiaggia fino a quasi le mura di cinta del castello (che ad ora di pranzo non era esattamente una passeggiata). In seguito la parificazione dei sessi, la motorizzazione, la scolarizzazione, le migliorate condizioni economiche, hanno velocemente cambiato l'estate dei giovani.
Le foto mostrano una sintesi di quanto descritto; per una più ampia visione vedi la pagina giovani al mare.

ANNI 70 - Dopo i movimenti politici del 68 si affacciarono nuove forme di aggregazione sociale, contestazione ed emancipazione. I simboli di questi nuovi tempi erano: la minigonna, i capelli lunghi e l'abbigliamento a fiori. Nelle foto che seguono è ben rappresentato questo momento storico che tanto aveva fatto sperare.

AVERE UNA FOTO: tra le innumerevoli semplificazioni, opportunità e pigrizie tecnologiche, oggi, le attività correlate ad immagini e suoni sono di gran lunga le più facilitate. Sopratutto la potenzialità di fotocamere digitali e telefonini consente risultati inimmaginabili fino a qualche anno fa. Questa pagina invita alla riflessione le generazioni nate nel periodo di overdose digitale. Per avere una foto fino agli anni 70 occorrevano: a) un evento motivazionale, b) una buona volontà, c) una virtuosa pazienza.
a) oltre agli eventi tradizionali (matrimoni, battesimi, ecc.) si poteva avere la necessità di una foto per motivi di lontananza familiare, di distacco amicale, ecc.;
b) occorreva andare nello studio del fotografo, adeguatamente addobbato, posare come un divo, e poi tornare a casa per cambiarsi;
c) prima che i fotografi sviluppassero autonomamente (fine anni 70) occorreva aspettare le foto un tempo inenarrabile (da 15 a 30 giorni).
Le prime quattro foto che seguono mostrano la postazione interna destinata ad eventi più rappresentativi; le successive due foto mostrano la postazione esterna (a ridosso della vetrina) destinata a giovani per occasioni estemporanee. Facciamo qualche valutazione dei tempi:
oggi: scattiamo una foto digitale e immediatamente la inviamo via internet a chi vogliamo; tempo medio 1-2 minuti.
Ieri: andare dal fotografo, attendere 2-4 settimane, spedirla via nave 2-3 settimane (aerea più veloce ma costosa), trasporto interno del paese di destinazione 1 settimana; tempo necessario 6-8 settimane.
Si consideri che non stiamo parlando della preistoria, ma semplicemente di pochi decenni orsono.

1956
1957
1965
1966
1960
1964

MONETE E CONFETTI: fino agli anni 70 era uso, davanti alla chiesa, lanciare in augurio agli sposi, confetti mischiate a monete (5 e 10 lire). Alla forsennata raccolta poteva partecipare chiunque. L'attesa era snervante accompagnata da una continua valutazione sul gradino di appostamento da occupare inizialmente.
Anche il bambino più capace non riusciva a raggranellare più di 7-8 monetine sufficienti, si e no, a comprare un gelato.
Le due foto mostrano un lancio alla fine della scalinata e una a metà; da ciò si deduce la necessità di indovinare l'appostamento.

inizi anni 60
fine anni 60

PROCURARSI L'ACQUA: fino alla fine degli anni 70, e in modo più pesante nei decenni precedenti, per buona parte delle famiglie (e per quasi tutte quelle povere), procurarsi l'acqua era una faccenda onerosissima. Pochi avevano l'acqua in casa e non sempre vicina una fontana pubblica alla quale attingere. Le metodologie erano:
a) il lavaggio dei panni veniva fatto al fiume dalle donne del borgo antico e nelle vasche d'irrigazione (cibbie) dalle donne della "taverna" fino a Santa Maria;
b) l'acqua potabile veniva attinta alle fontane pubbliche con code interminabili nei mesi caldi (al mattino prestissimo si andava alle fontane ad occupare un posto in fila.
Fino all'avvento della plastica i recipienti erano in alluminio o di terracotta che richiedevano grande fatica a trasportarli pieni dalla fontana fino a casa.

1964
fine anni 60
1946
fine anni 70

SBERRARI: fino alla fine degli anni 60, e un po oltre, era abitudine diffusa, nei ragazzi delle famiglie meno abbienti, andar per orti a sberrari. Questo termine romantico altro non vuol dire che "rubacchiare frutta di stagione".  Al di la della reale carenza familiare che induceva nel gesto, si trattava di un vero e proprio rito simbiotico con i cicli stagionali che dettavano l'avanzare del tempo e proiettavano nel futuro: ad aprile le ciliegie, a maggio le nespole, a giugno "i primijuri", a luglio i fichi, in agosto le more nere, a settembre l'uva, a ottobre cachi, melograni e noci, in inverno gli agrumi. Come si vede dalle foto i gesti erano di rispettoso contatto con le piante tanto da indurre chi scrive a sostituire il verbo rubacchiare con l'espressione "piluccare compostamente" che, forse, è più appropriata.
Un approfondimento richiede il discorso delle more nere. Intanto diciamo che venivano "prelevate" chilla vanna u jumu, ovvero al di la del fiume Catocastro. I più grandi (14-16 anni) si attenevano al solo scopo alimentare mangiandone il minimo necessario; sotto quella fascia d'età, oltre allo scopo alimentare, ne venivano prelevate un po anche per tingersi di nero e giocare agli indiani. Il gioco era innocente: tingersi la faccia, procurarsi una canna o un arbusto, ritornare sulla spiaggia in mezzo alla gente gridando come indiani nei film western, tuffarsi in mare lavandosi e concludendo il gioco. La terza foto mostra una "tribù" con il loro capo.

1967
1967
1963

 

   
   

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