CURIOSITA' SULLA NAVE RILEVATA A CETRARO

    

Mi auguro che un esperto legga le domande, veda le immagini e che possa dare una risposta convincente ai quesiti che mi accingo a sottoporre.
Premettendo di non essere esperto, ne studioso, ne appassionato di navi affondate, mi baso semplicemente sulla capacità logica che ogni essere umano normale ha e sulla curiosità che in tali casi inevitabilmente viene stimolata.
A completamento della premessa dirò che chiunque come me, nato e cresciuto in una famiglia di pescatori, sviluppa negli anni un minimo di valutazione dell'impatto del mare sugli oggetti metallici; aggiungo che per due anni sono stato imbarcato su una nave militare ed ho navigato in lungo e largo il Mediterraneo; ho gironzolato in molti arsenali e ho visto tante navi in ogni condizioni strutturale. Tutto qua, nessuna competenza e nessuna pretesa in materia; e veniamo alle riflessioni.
Ci hanno detto che si tratta della nave Catania affondata nel 1917 ovvero 92 anni fa.
il 10 novembre a Cetraro, nell'ambito della trasmissione di Rai 3 Ambiente Italia, ci hanno mostrato un oblò prelevato dal Catania, bene.
Immagino che, prima di essere mostrato, l'oblò abbia subito una ripulitura. Guardando a lungo le foto dell'oblò mi è venuto da pensare:
1) com'è possibile, dopo 92 anni a 500 metri di profondità con una grandissima pressione, avere l'integrità strutturale che si vede?
2) pur presupponendo una sommaria ripulitura, non sembrano eccessivamente modeste le tracce d'incrostazioni presenti?
3) nel contenitore (foto 1) lo sportello (o battente) dell'oblò è appoggiato al telaio; i militari sollevano l'oblò e aprono lo sportello (foto 2); com'è possibile che il perno di fissaggio e rotazione dello sportello, dopo 92 anni in mare,  sia ancora efficiente e che permetta la rotazione e l'apertura dello sportello?
4) com'è stato staccato l'oblò dalla murata della nave?
5) siccome non è stato staccato da tecnici in arsenale con pinze, lime e cacciavite, siccome è stato staccato da uno strumento meccanico che, pur con tecnologia avanzatissima e nelle migliori condizioni operative, sarà certamente intervenuto con una inevitabile "violenza", come è possibile che la struttura non mostri alcun segno di deformazione o di scalfiture o di "graffi" o di bruciature  in nessun punto?
6) nella foto 1 guardiamo l'arco superiore del telaio; c'è un piccolo foro svasato conico privo di vite e a destra una vite sporgente rispetto alla superficie.  Nel piccolo cratere senza vite s'intravede un foro; ciò è molto strano: se la nave è affondata senza vite nel foro dovrebbe esservi uno stato d'incrostazione e/o di ruggine che dovrebbe intasare il foro stesso; se la nave è affondata con la vite la stessa dovrebbe essere praticamente saldata al telaio a causa degli agenti ambientali. Anche in caso di distacco forzato dell'oblò dalla murata le viti si spezzano tra il telaio e la murata, ma la testa della vite dovrebbe verosimilmente restare ormai saldata nel foro del telaio dell'oblò.
7) a cosa è servito staccare l'oblò dalla nave viste le maggiori pertinenza e affidabilità delle altre caratteristiche rilevate? forse a confermare ulteriormente di "avere in pugno" la realtà sulle nave?
Sono queste domande da non competente, sostenute solo dalla curiosità logica. Leggo che è tutto normale e dimostrato, ma una ulteriore risposta chiarificatrice non guasterebbe.
Antonio Cima

foto 1
foto 2
foto 3
foto 4

qui siamo invece ad Amantea nel 1990, spiaggia di Formiciche, la Jolly Rosso dopo lo spiaggiamento