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La presenza del
difensore civico nel
comune
Più di trenta pratiche risolte nel 2008 a
Rende
La difesa civica funziona bene
Di questo istituto ne sono
privi sia la Provincia che il Comune capoluogo
Spesso torna a parlarne nella speranza di smuovere le acque, ma i suoi
appelli sono finora caduti nel vuoto, nonostante l'argomento resti di
stretta attualità.
Ettore Petrolo, però, non molla e continua a battersi affinchè gli Enti
sparsi sul territorio provinciale si dotino del Difensore civico.
Sono pochissimi, infatti, i Comuni dell'hinterland bruzio che annoverano
tale figura, seppure prevista dagli statuti. Rende è senza dubbio
inserita nelle classifiche delle amministrazioni virtuose. Lo dimostra
la frequenza con la quale i cittadini si rivolgono a questo istituto
quando bisogna risolvere qualche contenzioso.
Ettore Petrolo è al suo secondo mandato e palesa una certa tristezza
all'idea di dover abbandonare l'ufficio di piazza Matteotti. L'incarico
è legato, infatti, alla legislatura del sindaco e quanto prima si
tornerà alle urne per rinnovare gli organismi amministrativi.
Se nella città d'oltre Campagnano la difesa civica ha assunto una
importanza fondamentale, è perchè Petrolo l'ha saputa bene inculcare
nella mentalità della gente. Durante la seduta consiliare del 30
novembre scorso ha presentato una relazione dettagliatissima del lavoro
svolto nell'ultimo anno, dicendosi, comunque, rammaricato del fatto che
perfino la Regione non prevede il Difensore civico.
Rende va controcorrente, insomma, a tutto vantaggio della popolazione.
Petrolo fa parte del Consiglio nazionale dell'Andci e l'assemblea
nazionale di tutti i difensori civici del centro-sud si è svolta proprio
a Rende, alla presenza degli organismi nazionali.
La stessa assemblea ha costituito, insieme a 400 associazioni, il
Movimento denominato Civicrazia, «il quale si sta battendo presso il
Parlamento – ha detto Petrolo – per l'istituzione del Difensore civico
italiano». E allora che dire se ne è privo sia Palazzo dei Bruzi che
l'Ente Provincia guidata da Mario Oliverio. «Tutti i Paesi d'Europa sono
dotati di tale importante istituto – insiste – mentre il nostro è
carente da questo punto di vista. Carenza evidenziata perfino dal
Commissario europeo per i diritti umani».
Petrolo ricorda come i cittadini siano molto interessati ad avere un
interlocutore al quale prospettare i propri disagi. Ci si rivolge al
Difensore civico per ottenere interventi di manutenzione, per esempio, o
per questioni legate al traffico, alla pubblica illuminazione e quant'altro.
Nel solo 2008 – ha ricordato Petrolo – sono pervenute nel suo ufficio 40
richieste di contenziosi, 30 dei quali hanno avuto esiti positivi. Mai
una famiglia di Rende avrebbe usufruito d'un intervento di rimozione di
lastre in eternit senza la mediazione del Difensore civico.
Un esempio tra tanti, per rimarcare ancora una volta il valore di questo
istituto, che permette pure di risparmiare soldi e tempo, in quanto si
evitano i ricorsi al giudice o al Tribunale. Lo hanno capito anche gli
extracomunitari.
Sono sempre più numerosi, almeno sul territorio del Campagnano, quelli
che fanno la fila davanti all'ufficio di piazza Matteotti per ottenere
delle risposte alle loro istanze.
pubblicato sulla Gazzetta del
Sud del 8 dicembre 2009
Salvatore Summaria |