NOTIZIE DA AMANTEA
Lettera aperta di Filippo Vairo sulla situazione amministrativa del comune di Amantea

    

No alla proroga della gestione commissariale. Si al voto.

Circola la voce secondo cui la Commissione Straordinaria del Comune di Amantea si appresterebbe a chiedere una proroga del proprio mandato. Una decisione che ci costringerebbe a votare non più nel 2010, ma nella tornata elettorale del maggio 2011.
E' bene dire subito forte e chiaro che, qualora la voce fosse vera si tratterebbe di un tempo enorme e ingiustificato, rispetto a qualsiasi evenienza e ad ogni prospettiva, tanto da superare la stessa consistenza dello stato di diritto.
Qui non è in discussione la nomina della Commissione. Sarebbe tempo sprecato. Piuttosto, sarebbe il caso che qualcuno cominciasse a riflettere sui motivi dello scioglimento anticipato del Consiglio Comunale e a pronunciarsi sul lavoro fin qui svolto dalla stessa Commissione che, a quanto è dato sapere, non segnala quella fase di discontinuità a suo tempo annunciata. Né si intende sottovalutare la gravità della situazione che, a parere di chi scrive, non andrebbe ricondotta all'ultimo periodo e secondo la tecnica del capro espiatorio, ma dovrebbe coinvolgere almeno gli ultimi venti anni di amministrazione in cui si sommano inefficienze e complicità di ogni genere. Si tratterebbe di capire, invece, le ragioni di un tale eventuale provvdimento che, di fatto, trasformerebbe la stessa concezione di straordinarietà in una gestione permanente della cosa pubblica, ad opera di soggetti, certamente istituzionali, ma privi di anima, perché totalmente estranei alla locale vita comunitaria. Si avverte la percezione che la stragrande maggioranza degli amanteani continui a vivere l'intera vicenda come un fatto traumatico, un evento straordinariamente sconvolgente che non conosce paragoni con la storia di Amantea, né somiglia alla cronaca di luoghi che con Amantea non si somigliano affatto, benché costantemente accomunati per pigrizia di analisi. Un trauma che incide sul normale svolgimento della vita delle persone e della collettività. Una frattura che disorienta e che non può essere sanata con la sospensione della democrazia e dei diritti civili, ma solo attraverso la pratica della responsabilità e dell'autodeterminazione, ancorché della pedagogia della libertà che, nella fattispecie, si esprime con il diritto di voto libero e democratico. E se il libero voto venisse ulteriormente ritardato oltre ogni ragionevole limite, il solco anzichè ridursi, si approfondirebbe ancor più e con esso la convinzione che questa parte di mondo in cui siamo nati e abitiamo continuerebbe ad essere considerata niente più che una inferiore antropologia, assai prossima alla pratica della colonizzazione a domicilio.
Non è retorica, né sono parole abusate. In questa vicenda non si può discutere in termini di convenienza, meno che meno di compatibilità, per altro valutate da una parte sola e senza contraddittorio.
Ci sono tutte le condizioni di agibilità democratica e quanto prima si andrà al voto, tanto meglio sarà per tutti. Ad Amantea c'è bisogno di aria fresca. C'è bisogno di elaborare il lutto e di voltare pagina. Anche per non ingenerare sospetti ed alimentare equivoci che renderebbero più sofferto il processo di ripristino della legalità ed il ritorno alla vita davvero normale.
Invito tutti i cittadini a riflettere prima che sia troppo tardi. C'è troppo silenzio intorno al Comune, mentre sono in tanti a fare conti sbagliati.
Non vorrei incorrere in errori di valutazione, ma credo di non essere il solo a pensarla così. E chi crede alla possibilità di un'altra Amantea si faccia avanti. C'è troppo silenzio. Ed il silenzio è stato sempre portatore di disastri, specie quando il rimedio sembra essere peggiore del male.

Amantea, 28  marzo 2009                                                                                         Filippo Vairo

 

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