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IMPRECAZIONI |
APRILI FA LU JURU E MAGGIO NI TENE LL'ONURU
APRILE FA IL FIORE E MAGGIO NE HA L'ONORE
Quando a qualcuno va riconosciuto un merito per cose fatte da
altri |
CCI VO PURU U MELU ALLI GRISPELLI
VUOLE ANCHE IL MIELE ALLE GRISPELLE
(dolce tipico)
Imprecazione nei riguardi di una persona incontentabile che pretende sempre di più.
Quando qualcuno dona generosamente qualcosa, e chi riceve si mostra
insoddisfatto e ulteriormente esigente, chi osserva esprime il suo
disappunto con questa frase.
La grispella è un dolce tipico calabrese di farina fritto in olio;
si può consumare "nature" o spolverata di zucchero; in questo caso
significa che non gli è bastato ricevere la grispella zuccherata ma
la vuole addirittura ricoperta di miele. |
SI VO
CACCIARI TUTTI I PETR'I MMENSA A VIA
SE VUOI CACCIARE TUTTE LE PIETRE PER STRADA
Imprecazione e rassegnazione sulla difficoltà di dare soluzione a tutti i problemi e, che, ad un certo punto, devi accettare le situazioni.
Dal punto di vista metaforico le pietre per strada rappresentano
tanti problemi, e, camminando, una parte viene evitata e una parte
resta sulla strada procurando disagi. |
SI RISPETTE LLU CANU PPE LLU PATRUNU
SI RISPETTA IL CANE PER IL PADRONE
Contesti in cui si è costretti alla considerazione di cose e
persone non per quello che realmente sono, ma per la loro
appartenenza (sudditanza psicologica).
Immaginiamo un prestigioso personaggio politico locale che ha un
contadino giardiniere; a costui si riserva una forma di "ossequio"
che in genere non si ha verso altri che svolgono tale lavoro per se
stessi.
Un meccanico presumibilmente è portato a dedicare più cura e
attenzione ad un "ferro vecchio" di una personalità di cui si
potrebbe avere bisogno di quanto non ne dedichi ad una macchina di
valore di una persona qualunque. |
FIGLI PICCIRILLI GUAI PICCIRILLI FIGLI
GRANNI GUAI GRANNI
FIGLI PICCOLI GUAI PICCOLI - FIGLI GRANDI GUAI
GRANDI
Espressione di pessimismo esistenziale, e di timore per il
futuro, che associa al crescere dei
figli una crescita delle difficoltà. |
UN'C'E' STATU
VIERSU..NE PPE DDIU NE PPE LLI SANTI
NON C'E' STATO VERSO..NE PER DIO NE PER I
SANTI
Quando non si trova il modo di convincere qualcuno che si ostina
nelle sue posizioni (un bambino che piange per il giocattolo, una
mediazione di rappacificazione non riuscita, ecc.) |
HA GIRATU
L'ARCHE E L'AMERICA
HA GIRATO L'ARCA E L'AMERICA
Si dice quando, alla ricerca disperata di qualcosa, una persona
non trova ciò che cerca |
ACCIU CCHI NNI
SACCIU
CHISSA' COSA NE VERRA' (O
SARA') - espressione maccheronicamente intraducibile
Viene usata da chi, impaurito da un evento minaccioso, esprime
il suo disappunto e timore sulle conseguenze che ne scaturiranno.
L'espressione, a volte, viene usata come insinuazione
sull'operato di qualcuno per dire "chissà cosa sta tramando". |
UN C'IAVASTUNU
NE MIEDICI NE MAMMANE
NON BASTANO NE MEDICI NE MAMMANE
(levatrici)
Significa: si consiglia di non ammalarsi altrimenti per guarire non è
sufficiente l'intervento di medici e di levatrici.
Una interpretazione più ampia su tutti gli aspetti della vita: si
raccomanda di non trovarsi in brutte condizioni perchè poi non si
trovano rimedi.
Questa espressione, ormai raramente usata solo da persone anziane,
è nata in tempi in cui il medico e la mammana rappresentavano i
riferimenti primari per i disagi familiari dovuti alla eccessiva
prolificazione. |
E' MUORTU U
CUMPARIELLU - ED E' FINITU U SAN GIUVANNIELLU
E' MORTO IL PICCOLO COMPARE - ED E' FINITO IL
SAN GIOVANNI
U San Giuvannu significa rapporto di comparaggio; un
rapporto di amicizia trasformato in comparaggio diventa un legame quasi indissolubile; da sempre, ad un compare, si dedica più considerazione
che non ad un familiare.
Questa imprecazione metaforica, che apparentemente "piange" la
morte del bambino soggetto del comparaggio, in realtà esprime il
disappunto per l'interruzione del rapporto di comparaggio.
Un comparaggio rarissimamente si rompe, possono, questo si,
diminuire sensibilmente le frequentazioni per lontananza, età,
malattia, ecc. |
U CECATO A
DITTU PU VIDIMU
IL CIECO HA DETTO POI CI VEDREMO
Esprime diffidenza nei confronti di qualcuno
Lamentela da chi attende da tempo un servizio, nei confronti di chi
il lavoro deve fare, il quale cerca di rassicurare dicendo "vedrai
che faremo" |
I CARCERIRU A
CARCERATO
DA CARCERIERE A CARCERATO
Espressione di sgomento di chi, in una data situazione, si trova
improvvisamente da una posizione dominante ad una posizione
sottomessa |
DI STILLI ALLI STALLI
DALLE STELLE ALLE STALLE
Espressione malinconica di chi, in una data situazione, precipita
da posizioni di privilegio |
UNN'E' LLU GALLUZZU CH'E' MUURTU - MA E' LA
MORTA CA SA MPARATU A VIA DA CASA
NON E' LA MORTE DEL POLLO - QUANTO LA MORTE
CHE HA IMPARATO LA VIA DI CASA
Espressione superstiziosa di fronte ad un primo evento negativo
(presagio di continue sventure) |
AI AI AI - CHI
MUGLIERA CA CAPITAI - CI ACCATAI L'ACU E LLU FILU - E NUN LA VIDI
MAI CUSIRI
AI AI AI - CHE MOGLIE CHE HO TROVATO - LE HO
COMPRATO AGO E FILO - E NON L'HO MAI VISTA CUCIRE
Investimento fallito su qualcuno che non ha risposto in modo
adeguato alle aspettative.
Espressione originaria della provincia di Reggio Calabria raramente
"scimmiottata". |
JETTAI
LA PAGLIA A MARI E MI JIE MPUNNU
HO GETTATO LA PAGLIA A MARE E AFFONDO'
Imprecazione di chi, sapendo di rischiare, ha effettuato un
tentativo azzardato non riuscito.
In genere usata come sfogo da un padre insoddisfatto del rapporto
con il figlio.
Espressione originaria della provincia di Reggio Calabria raramente
"scimmiottata" in cosentino. |
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