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LA MARINERIA...
COSE CA SUCCEDIVUNU E COSE CA SI DICIVUNU |
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IL
MESTIERE DEL MARE |
PREMESSA di Antonio Cima
Quotidianamente osserviamo che ogni attività umana di gruppo, finalizzata ad un
determinato processo dinamico, ha un proprio linguaggio che risulta
astruso alle
persone estranee al contesto. Questo succede se si va in un cantiere edile, se si va in un
laboratorio artigianale, in un sala operatoria, se si va in borsa,
nella plancia di una nave, in una cabina di pilotaggio, ecc.
Questa strana terminologia riguarda maggiormente il nome
degli strumenti e in misura minore le operazioni da fare.
In ambito marinaro, pur esistendo una vasta terminologia strumentale,
è decisamente più ampia la terminologia funzionale, del fare e del dire,
ovvero,
verbi e avverbi. Di seguito vengono elencati i verbi
e pochi i pochi sostantivi strumentali necessari alla comprensione delle frasi.
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JIRI I CHIATTU
(andare di piatto) - FINIRE DI
TRAVERSO
Le barche vengono tirate a secco con scorrimento sulle "falanghe";
per far ciò occorre posizionarle con la poppa verso la spiaggia e
con la prua verso mare. Le operazioni di spostamento dal mare sulla
spiaggia, tranquille con mare calmo e con poco vento, diventano un
pò complesse e "rischiose" con "maretta" specie se accompagnare a
vento. La barca viene disposta in direzione ovest-est ma la maretta
e il vento generalmente vengono da nord ovest infrangendosi e
soffiando sul lato nord della barca con angolazione a 45 gradi. Il
disallineamento d'asse tende a disporre la barca per lungo
letteralmente in balia delle onde.
Se questo succede con una "maretta" consistente (per esempio con una
"marettuna") si rischia di ribaltare la barca, spaccarla, far cadere
tutto in acqua.
Se questo succede con modesta maretta tutto si ricompone e resta
solo una brutta figura di chi governa la barca con i remi.
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JIRI A PALUORCIU
- SPINGERE LA BARCA A PIEDI
Evento rarissimo, oggi pressochè inverificabile.
Se in una barca mossa a remi si spezza un remo, o scivola in mare
senza occorgersene, e si resta con uno solo, che si fà?
Se le condizioni del mare lo consentono (decisamente calmo) si
dispone la barca in acqua parallelemente alla spiaggia, a pochi
centimetri d'acqua, si afferra la barca dalla murata (o dallo
scalmo) e si cammina e si spinge finchè non si trova un remo o fino
al posto di arenaggio. |
JIRI ALL'ARRUMMA
- FARSI SPINGERE DALL'ONDA
Significa: fare il bagno con mare agitato e per uscire infilarsi in
un'onda e farsi portare sulla spiaggia.
Questo è un concetto che in moltissimi conoscono e che in molti
pensano di praticare. In realtà la vera concezione, e attivazione, della
"arrumma" è rara (e lo era anche un tempo) e credo che non sia più
praticata da nessuno e da tempo . Ma tutto ciò richiede una chiara
spiegazione tecnica.
Intanto perchè si possa parlare di vera "arrumma" dobbiamo
considerare un mare molto agitato (almeno forza 9-10) con continuità
di onde frangenti (ca fragunu) e con rare onde alte non frangenti.
Quando si fa il bagno in una simile tempesta diventa alquanto
difficile uscire dall'acqua , perchè? Perchè le onde frangenti (non
idonee) bisogna evitarle immergendosi con i piedi sotto e bisogna
approfittare di una rara onda non frangente posizionandosi
vicinissimo al punto in cui l'onda, o trabocca e frange, o si gonfia
si arrotola e si scaglia sul bagnasciuga.
Vi sono tre complicazioni attuative: a) intuire l'onda non
frangente, b) posizionarsi per l'uscita con arrumma, c) restare
immerso nell'onda puntellando le braccia sul bagnasciuga.
a) Se si punta su un'onda ritenendola non frangente, ma che poi
frange, si rischia di essere trascinato nel vortice con conseguenze
deleterie.
b) Se si sta posizionati verso il largo, spostati dal punto di
arrotolamento dell'onda, l'onda solleva la persona ma non la spinge.
Se si sta troppo a ridosso del bagnasciuga l'onda già
arrotolata si scaglia addosso alla persona sbattendola sulla
spiaggia all'inizio del bagnasciuga ove sono collocate grosse
pietre.
c) quando si viene trascinati(arrummati) verso riva si è immersi nella massa
d'acqua dell'onda con il corpo parallelo al piano della sabbia ad un
metro da essa; per restare nell'asse di spinta bisogna irrigidire il
corpo e puntare le mani sulla sabbia aiutando la spinta, come fanno
gli sciatori con i bastoni. |
JIRI ALLA CALA
- ANDARE ALLA CALA
Termine collegato alla pesca del pesce azzurro con la lampara. su
tale argomento è prevista una trattazione altrove; viene qui
sintetizzata la cala. Nella pesca notturna con la lampara
partecipano due barche: una grande con le reti e i pescatori a bordo
e una è una più piccola con la lampara e il lampista. Le barche si
ancorano, i pescatori sulla barca grande si "jettunu i vasci" a
dormire, il lampista sulla barca piccola vigila. In relazione alla
presenza di pesci annunciati dalla vissichelle (bollicine) il
lampista avverte i pescatori di prepararsi per "andare alla cala",
ovvero cingere i pesci e sperare di portali sulla barca. |
JIRI ALLA CALA I PRIMA SIRA
- ANDARE ALLA CALA DI PRIMA SERA
La pesca con la lampara si effettua prevalentemente in assenza di
luna, a notte inoltrata che si avvia verso i "primi arbi" (aurora),
verso l'alba e verso il mattino.
In determinati momenti dell'anno, in periodi di elevata pescosità,
anche con luna consistente (piena o gibbosa crescente/calante) si va
alla lampara; occorre anticipare il sorgere della luna, ovvero "i
prima sira" appena fa buio perchè. |
STRACQUARI
- ARENARE
Qualunque cosa che si trovi in mare senza controllo e senza ormeggi,
si galleggiante che immersa, prima o poi, da qualche parte, finisce
sulla terra ferma, ovvero viene stracquata. |
NCARAMATU
- IMPIGLIATO
Quando uno strumento di pesca basato su filo di nailon ed amo
s'impiglia al fondale (scoglio, pietra, relitti, ecc.) |
UN SPISSIARI
- NON AFFRETTARTI
Delle due persone a bordo di una barca quello che si trova a poppa
dirige le operazioni e stabilisce i ritmi; se quello che è ai remi
infittisce la frequenza delle remate gli viene intimato di
rallentare "un spissiari" ovvero di non rendere "spessa"
(consistente) la remata. |
PPE NU MUNZIELLU MANTENITI ALL'ACQU'I LISCA
- PER UN MUCCHIO MANTIENI LA DIREZIONE DI ISCA
Le reti tremaglio sono assemblate in pezzi(poste) da circa 50 metri;
vengono raccolti in teli di canovaccio a mucchi(munzielli) da 3-4
poste.
Per il calo delle "rizzilli"(tremaglio) si stabiliscono i percorsi e
i fondali in relazione al pescato recente (proprio e degli altri);
chi sta a poppa dice a chi sta dietro e ai remi di continuare in
direzione degli scogli per ancora 150-200 metri. |
NZIVARI U STRUPPU
- INGRASSARE LO STROPPO
Fissaggio del remo alla barca: a metà del remo, e per circa 10-15
cm, viene avvolto una suola; intorno a tale suola viene avvolto e
annodato con due giri lo stroppo; il remo viene fissato alla barca
infilandolo lo scalmo nei giri dello stroppo; per evitare la
corrosione di scalmo e remo, per via delle superfici aride, di
spalma sullo stroppo una opportuna quantità di grasso, ovvero si
NZIVE LLU STRUUPPU.
Metaforicamente può rappresentare tutte le situazioni della vita
ordinaria (e non tanto) in cui si rende opportuno "oliare i
meccanismi" per ottenere qualcosa. |
SDRAJTURA I FORA
- RISACCA DAL LARGO
Avvisaglia di maltempo in arrivo. E' una manifestazione climatica di
sottile interpretazione che, a dire il vero, pochi pescatori
riescono ad individuare; l'ho imparato da mio zio Gaetano Aloe
vero e indiscusso guru della storia della marineria di
Amantea.
Lontano, verso la Sardegna, si crea una bassa pressione; alla nostra
longitudine persiste una parziale alta pressione in estinzione;
l'effetto della bassa pressione procura delle correnti subacquee
lasciando la superfice prevalentemente piatta; tali correnti
procurano uno scorrimento sul fondale che viene a scaricarsi a riva
non in forma di onda alta e gonfia, ma in forma di piccola e bassa
onda che si scaglia con veemenza sul bagnasciuga e risale sulla
spiaggia in modo esagerato rispetto alla dimensione dell'onda. Se si
osserva il fenomeno per qualche minuto si vede chiaramente
l'infittirsi di tali onde e sempre più spiaggia bagnata. |
MAR'I FORA
- ONDE LUNGHE
Lontano, verso la Sardegna, si crea una bassa pressione con vento e
mare mosso; alla nostra
longitudine persiste una parziale alta pressione in estinzione che
ostacola la bassa pressione in arrivo;
l'effetto della bassa pressione, lontano a ovest, procura delle onde
spinte a est dal vento. Tali onde arrivano sulla nostra costa quando
vi è ancora parziale buon tempo a causa del persistere dell'alta
pressione in estinzione. Le onde, non essendo sottoposte a bassa
pressione locale, non essendo sottoposte alla spinta del vento che
le ha generate, allungano il loro periodo (intervallo di
tempo tra due creste o cavi successivi) e si stendono sulla
superfice del mare.
Il termine "mar'i fora", letteralmente "mare da fuori", sta a
significare che la consistenza delle onde "forzate" non si forma
sotto costa, ma viene originata al largo. |
S'ANU TIRATA ASCIUTTA
- L'HANNO TIRATA ASCIUTTA
Espressione utilizzata per dire che è stata fatta una uscita di
pesca con la lampara, ma che non vi è stata pesca in quanto per
mancanza di "vissichelle" non è stata fatta nessun tentativo di
calare le reti (un se gghiuti alla cala); da ciò ne consegue la
persistenza delle reti nello stato di "asciutto" visto che non sono
state calate in mare.
Tale espressione è metaforicamente molto usata in ambito marinaro
per definire qualsiasi iniziativa che non ha sortito risultato; per
esempio:
a) una persona va dal sindaco per chiedere il ripristino di un
servizio nel suo quartiere e il sindaco non può assecondare la
richiesta;
b) si dice che in un supermercato di altra località svendono merce
di qualità a prezzi bassissimi; qualcuno va e ritorna a casa a mani
vuote perchè non trova i prodotti. |
TIRARI I RIZZI SENZA SMAGLIARI -
RECUPERARE LE RETI LASCIANDO I PESCI TRA LE MAGLIE
La pesca con il tramaglio è obbligata a ritmi e orari sincronizzati
che devono essere rispettati per non avere ripercussioni nei
risultati. La prima decisione, per i pescatori, è stabilire l'ora
d'inizio del recupero reti (tirari i rizzi) valutando: distanza
dall'approdo, quantità di reti calate, stagione, livello di
pescosità del momento. Naturalmente ciò non avviene con carta e
penna tirando somme, ovviamente no, è una decisione mossa da un
istinto acquisito con la pratica. l'obiettivo primario è quello di
rientrare in tempo giusto per consentire alle donne di vendere il
pesce tra le case ad ore compatibili con le abitudini delle famiglie
clienti.
Nel recuperare le reti vengono smagliati i pesci e posti in una
cassetta; le reti vengono raccolte nei sacchi a "munzielli" di 2-3
"poste".
Capita, ogni tanto, d'impattarsi in una eccezionale pesca; in tali
situazioni non è possibile smagliare i pesci come vengono perchè si
farebbe troppo tardi; si ovvia ammucchiando le reti con tutti i
pesci; nel viaggio di rientro, mentre un pescatore si "asserbe" al
motore (o rema) l'altro provvede a smagliare i pesci. Succede che
nella concitazione invece di smagliare si strappa per fare presto.
A determinare quanto sopra esposto possono contribuire anche
avvisaglie di maltempo in arrivo.
Vengono usati alcuni termini la cui
spiegazione va cercata nell'ambito del trattato. |
L'ARIA, L'ARIELLA, L'11 IL 14, IL 17, IL 24, ECC.
Sono semplicemente degli scogli situati nei fondali prospicenti il
mare di Amantea. (è in preparazione una cartina nautica).
Chi va a pesca conosce bene la valenza di tali scogli; in alcuni
casi per evitare danni agli attrezzi di pesca, in altri casi per
tentare una
maggiore pescosità nei dintorni. |
JETTARI I RIZZI A MARU SDRAJATU
- CALARE LE RETI A MARE SFRUTTATO
Quando si va a calare le reti (tramaglio o rizzilli) occorre
valutare attentamente il posto; ciò è quasi sempre determinante per
il risultato della pesca. Se capita di calare le reti nello stesso
posto in cui altri il giorno prima hanno pescato, è probabile di
tornare a casa con pochi pesci.
il termine che definisce un tratto di mare su cui recentemente e
frequentemente si è pescato è: MARU SDRAJATO (mare sfruttato)
l'esatto contrario è MARU FRISCU (mare fresco). Per completezza
d'informazione si aggiunge che un "maru sdrajatu" diventa "maru
friscu" dopo una tempesta in conseguenza alla "RIVUTURA" ovvero
RIVOLGIMENTO del fondale. |
INT'I SBUNNATI
- NEGLI "SFONDATI"
A circa 500 metri al largo degli scogli di Isca e per circa 300
metri, sul fondale c'è una profonda vallata; se capita di pescare in
quella zona, gli attrezzi sembra che non tocchino mai il fondo. Chi
s'accorge di trovarsi in quella zona generalmente recupera ciò che
ha già filato in mare e si sposta in altre zone. Pescare negli
"sbunnati" è inopportuno visto la inutile parete verticale che
necessita e il grande sforzo necessario per recuperare gli attrezzi
di pesca. |
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NGRADARI |
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SCANAGLIARI (o vidiri a chi camini simu) |
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ARRUGNE E STENNE |
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RITIRAGNA |
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MINTILI I FORA |
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FRAGARICCIU |
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FRAGARI |
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SEGGITELLA |
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RIMA o SIA o VOCA - I FORA o I TERRA o I
LEVANTU o I PONENTI |
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REMA I SUSU |
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SPALARI |
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APPUNTILLA |
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SPAJOLA |
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MAR'I LEVANTU |
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REMA I FARU |
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ASSERBITI |
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VUCARI |
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SIARI |
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MAESTRALATA |
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SGRISSURATA |
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ANNETTAR'A VARCA |
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IETTARI I VASCI |
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ASSUCCARI |
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VISSICHELLE |
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NA VOTA U LIETTU ERI DI SPACU |
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ALLESTARI |
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ALLESTIRI |
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ADISCARI |
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NZIVARI A FALANGA |
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AZZIPPARI NA RIZZA |
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ORFANIELLI |
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APPARARI U LATU |
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A BAGNAROLA |
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A PEDANA VASCIA (o piccirilla) |
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A PEDANA DATA (o granna) |
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IATI A CHIAMARI GENT'I PILIANU |
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VIENT'I LEVANTI ACQUA AVANTI |
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TRIC TRAC - TANTU A PARTE |
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